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GRATUITAMENTE AVETE RICEVUTO, GRATUITAMENTE DATE, (Mt 10,8b). Noi abbiamo solo il presente da vivere e in questo tempo ci giochiamo la nostra vita, la nostra eternità, il nostro destino (E. Olivero)

domenica, novembre 28

Mt 11,2-15

Cosa andiamo in giro a cercare? Come noi Giovanni Battista ha un dubbio, "leggittimo", spontaneo, frequente.... "Sei tu il Messia, Colui che stiamo aspettando?". Perchè questa domanda? Perchè è difficile accogliere un Dio "diverso" dai nostri schemi, perchè pure noi abbiamo la stessa tentazione di volere un Dio con i nostri sentimenti, gusti, anche un pò vendicativo nel fare "giustizia", una "giustizia" sempre a fin di bene. Vorremmo un Dio a nostra immagine e somiglianza.
Cosa vado a vedere? Cosa cerco a Lourdes, a Medjugorje, a Messa?
Gesù non risponde direttamente si o no, perchè non ci toglie la libertà. L'uomo accoglie e accetta Dio solo se legge veramente i segni che dicono l'identità di Gesù, chi è Gesù. Gesù porta la salvezza sia materiale che spirituale, ma attenti! il vero segno è la resurrezione, cioè "ai poveri ha annunciato il Vangelo". Perchè il nostro Dio non è un giustiziere ma ama di vero cuore i poveri (ammalati, peccatori, pagani), a loro si rivela, aloro mostra il suo vero volto che è quello dell'Amore. Ai piccoli e semplici, ai puri di cuori rivela la sua sapienza. La vita dell'uomo è un continuo movimento tra la comprensione e la scoperta sempre più grande del mondo e la morte. La nostra vita solo radicata in Cristo diventa Storia di Salvezza. Perchè Cristo, Parola fatta Carne, ha parole di vita eterna. Solo in Lui troviamo l'acqua che disseta sempre, cibo per la vita eterna, luce che illumina le nostre parole, senso della nostra vita, verità che rende comprensibili le nostre verità, via che indica la meta per le nostre vie. Siamo chiamati a prendere coscienza, ad essere consapevoli di essere le matite di Dio con cui scrive la Sua Storia d'Amore, non è Dio che collabora con noi, ma noi siamo i collaboratori di Dio. Dobbiamo imparare ad essere sale e non miele della terra.

mercoledì, novembre 24

Mt 25,31-46

Gesù è presentato come Re, Figlio di Dio; Re Crocefisso; Re Giudice Glorioso. Il Regno del nostro Re persiste nel tempo, non verrà mai distrutto; è un Regno frutto della resurrezione di Cristo, primo dei risorti, che ha vinto la morte, ultimo nemico dell'uomo.  Dio regna strettamente legato all'uomo, alla vita di ogni uomo, nella sua quotidianità; regna nei nostri pensieri, nelle nostre azioni. Dio regna nel senso che noi abbiamo preso la forma, i lineamenti, il modo di fare di Dio, il criterio di giudicare di Dio: LA CARITA'.
Il Regno di Dio non è una cosa dell'altro mondo, ma bensì vivere qui in terra "cose dell'altro mondo", grazie alla capacità di riconoscere Gesù nei poveri, negli ultimi, in ogni uomo, perchè ognuno di noi è povero. Don Orione scrisse: "Servire il Figlio dell'uomo nell'uomo; nei nostri Piccolo Cottolengo non dobbiamo chiedere qual è il credo politico di chi bussa alla nostra porta ma di chiedere che dolore ha", chi agisce prendendosi cura degli altri si prende cura di dio stesso. Così si presenta Dio nella nostra vita, è una regalità che prende forma nella quotidianità più normale, che prende i contorni di un'umanità che agisce proprio nel modo di Dio. Siamo chiamati alla santità! Cosa vuol dire? Accogliere la mia vita reale, perchè saremo giudicati sull'amore perchè Dio sia tutto in tutti. Gesù non ha promesso ai suoi amici una vita lunga ma una vita risorta.
Quali sono le pieghe della mia vita (situazioni, comportamenti) in cui Dio non riesce ad entrare? In che modo la carità, soprattutto verso i poveri e gli emarginati, sta diventando il criterio per leggere la realtà? In questo anno liturgico quale volto di Dio mi ha accompagnato nel mio essere cristiano.
Auguri di fine anno liturgico e vi auguro per il nuovo anno liturgico che... Dio solo basta! Dio regni in noi per poetr assumere i tratti della Sua divinità e servirlo nei miei fratelli!

Avvento ...

Avvento, tempo dell'attesa e della speranza: è la tua venuta, o Cristo, che vogliamo rivivere, preparandoci più profondamente nella fede e nell'amore.
Avvento, tempo della Chiesa affamta del Salvatore: essa vuole ripeterti, volgendosi a te con più insistenza, con un lungo sguardo, che tu sei tutto per lei.
Avvento, tempo dei desideri più nobili dell'uomo che più coscientemente convergono verso di te, e che devono cercare in te, nel tuo mistero, il loro compimento.
Avvento, tempo di silenzio e di raccoglimento, in cui ci sforziamo d'ascoltare la Parola che vuol venire a noi, e di sentire i passi che si avvicinano.
Avvento, tempo dell'accoglienza in cui tutto cerca di aprirsi, in cui tutto vuol dilatarsi nei nostri cuori troppo stretti, al fine di ricevere la grandezza infinita del Dio che viene a noi.
(Jean Galot, Vieni, Signore)