Gratis

Gratis
GRATUITAMENTE AVETE RICEVUTO, GRATUITAMENTE DATE, (Mt 10,8b). Noi abbiamo solo il presente da vivere e in questo tempo ci giochiamo la nostra vita, la nostra eternità, il nostro destino (E. Olivero)
Visualizzazione post con etichetta Pensieri sparsi. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Pensieri sparsi. Mostra tutti i post

sabato, gennaio 31

San Giovanni Bosco


Imitare Gesù e lasciarsi guidare dall'amore


È certo più facile irritarsi che pazientare: minacciare un fanciullo che persuaderlo: direi ancora che è più comodo alla nostra impazienza ed alla nostra superbia castigare quelli che resistono, che correggerli col sopportarli con fermezza e con benignità. La carità che vi raccomando è quella che adoperava san Paolo verso i fedeli di fresco convertiti alla religione del Signore, e che sovente lo facevano piangere e supplicare quando se li vedeva meno docili e corrispondenti al suo zelo.
Difficilmente quando si castiga si conserva quella calma, che è necessaria per allontanare ogni dubbio che si opera per far sentire la propria autorità, o sfogare la propria passione.
In certi momenti molto gravi, giova più una raccomandazione a Dio, un atto di umiltà a lui, che una tempesta di parole, le quali, se da una parte non producono che male in chi le sente, dall'altra parte non arrecano vantaggio a chi le merita.   
Ricordatevi che l'educazione è cosa del cuore, e che Dio solo ne è il padrone, e noi non potremo riuscire a cosa alcuna, se Dio non ce ne insegna l'arte, e non ce ne mette in mano le chiavi.
Studiamoci di farci amare, di insinuare il sentimento del dovere del santo timore di Dio, e vedremo con mirabile facilità aprirsi le porte di tanti cuori ed unirsi a noi per cantare le lodi e le benedizioni di colui, che volle farsi nostro modello, nostra via, nostro esempio in tutto. (Stralci di una sua lettera)


 

martedì, gennaio 6

Re Magi


    Fu un freddo avvento per noi,
    Proprio il tempo peggiore dell'anno
    Per un viaggio, per un lungo viaggio come questo
    Le vie fangose e la stagione rigida
    Nel cuore dell'inverno.
    E i cammelli piagati, coi piedi sanguinanti, indocili
    Sdraiati nella neve che si scioglie.
    Vi furono momenti in cui noi rimpiangemmo
    I palazzi d'estate sui pendii, le terrazze,
    E le fanciulle seriche che portano il sorbetto.
    Poi i cammellieri che imprecavano e maledicevano
    E disertavano, e volevano, donne e liquori,
    E i fuochi notturni s'estinguevano, mancavano ricoveri,
    E le città ostili e i paesi nemici
    Ed i villaggi sporchi e tutto a caro prezzo:
    Ore difficili avemmo.
    Preferimmo viaggiare di notte,
    Dormendo solo a tratti,
    Con le voci che cantavano agli orecchi, dicendo
    Che questo era tutta follia.
    Poi all'alba giungemmo a una valle più tiepida,
    Umida, sotto la linea della neve, tutta odorante di vegetazione;
    Con un ruscello in corsa ed un molino ad acqua che batteva il buio,
    E tre alberi contro il cielo basso,
    E un vecchio cavallo bianco al galoppo sul prato.
    Poi arrivammo a una taverna con l'architrave coperta di pampini,
    Sei mani ad una porta aperta giocavano a dadi monete d'argento,
    E piedi davano calci agli otri vuoti.
    Ma non avemmo alcuna informazione, e così proseguimmo
    Ed arrivati a sera non un solo momento troppo presto
    Trovammo il posto; cosa soddisfacente voi direte.
    Tutto questo fu molto tempo fa, ricordo,
    E lo farei di nuovo, ma considerate
    Questo considerate
    Questo: ci trascinarono per tutta quella strada
    Per una Nascita o per una Morte?
    Vi fu una Nascita, certo, Ne avemmo prova e non avemmo dubbio.
    Avevo detto nascita e morte
    Ma le avevo pensate differenti; per noi questa Nascita fu
    Come un'aspra ed amara sofferenza, come la Morte, la nostra morte
    Tornammo ai nostri luoghi, ai nostri Regni,
    Ma ormai non più tranquilli, nelle antiche leggi,
    Fra un popolo straniero che è rimasto aggrappato ai propri idoli.
    Io sarei lieto di un'altra morte.
    (Th. Eliot, Il viaggio dei Magi)

mercoledì, dicembre 24

Santo Natale 2014


 Tu che ne dici Signore, se in questo Natale faccio un bell'albero dentro il mio cuore e ci attacco, invece dei regali, i nomi di tutti i miei cari? un albero con radici molto profonde, perchè i loronomi non escano mai dal cuore e mi diano la forza nei momenti di lotta della vita. (bambino)



                                                                                                                                                                

Finalmente Dio ha mostrato il suo volto; ha reso il nostro cuore appagato, pieno di gioia, e grazioso (pieno di grazia) ai suoi occhi. La sua culla e la sua croce sono la nostra casa, perché "la casa è il santuario del nostro essere". (sant'Ambrogio)


In ogni stato d'animo non si deve mai spegnere il desiderio di Dio perchè alimenta la nostra speranza che si purifica e si affina alla Speranza che Dio ci ha donando Incarnandosi e la sua Fedeltà ci avvolge come un vestito.
«la giustizia e la pace si sono baciate» (Sal 84, 11) «per il nostro Signore Gesù Cristo», perché «la verità è germogliata dalla terra» (Sal 84, 12). «Per mezzo di lui abbiamo l'accesso a questa grazia in cui ci troviamo e di cui ci vantiamo nella speranza della gloria di Dio» (Rm 5, 2). Non dice «della nostra gloria», ma «della gloria di Dio», perché la giustizia non ci venne da noi, ma si è «affacciata dal cielo». Perciò «colui che si gloria» si glori nel Signore, non in se stesso. (sant'Agostino)

martedì, novembre 25

Uomo a 360°







Mettete ogni impegno per aggiungere alla vostra fede la virtù, alla virtù la conoscenza, alla conoscenza la temperanza, alla temperanza la pazienza, alla pazienza la pietà, alla pietà l'amore fraterno, all'amore fraterno la carità. (2Pt 1,5-7)


martedì, aprile 22

Preziosità del silenzio


Il silenzio è mitezza:
quando non rispondi alle offese
quando non reclami i tuoi diritti
quando lasci a Dio la tua difesa e il tuo onore

Il silenzio è magnanimità:
quando non riveli le colpe dei fratelli
quando perdoni senza indagare nel passato
quando non condanni, ma intercedi nell’intimo

Il silenzio è pazienza:
quando soffri senza lamentarti
quando non cerchi consolazioni umane
quando non intervieni, ma attendi che il seme germogli

Il silenzio è umiltà:
quando taci per lasciare emergere i fratelli
quando celi nel riserbo i doni di Dio
quando lasci che il tuo agire sia male interpretato
quando lasci ad altri la gloria dell’impresa

Il silenzio è fede:
quando taci perché è lui che agisce
quando rinunci alle voce del mondo
per stare alla sua presenza
quando non cerchi comprensione
perché ti basta essere conosciuto da lui

Il silenzio è saggezza:
quando ricorderai che dovremo rendere conto di ogni parola inutile
quando ricorderai che il diavolo è sempre in attesa di una tua parola imprudente per nuocerti e uccidere

Infine il silenzio è adorazione:
quando abbracci la croce, senza chiedere il perché
nell’intima certezza che questa è l’unica via giusta.
(Da un condensato di S.Giovanni della Croce)


Egli conta su te


Dio solo può donare la fede, ma tu puoi dare la tua testimonianza.
Dio solo può donare la speranza, ma tu puoi dare fiducia ai tuoi fratelli.
Dio solo può donare l'amore, ma tu puoi insegnare ad altri ad amare.
Dio solo può donare la pace, ma tu puoi seminare l'unione.
Dio solo può donare la forza, ma tu puoi indicarlo ad altri.
Dio solo è la luce, ma tu puoi farla brillare agli occhi di tutti.
Dio solo è la vita, ma tu puoi donare agli altri il desiderio di vivere.
Dio solo può fare quello che sembra impossibile, ma tu puoi fare il possibile.
Dio solo basta a se stesso, ma egli preferisce contare su di te. 
(Valentino del Mazza)

sabato, marzo 22

Perchè i fiori sono colorati

Tanto tempo fa c'era una nuvola grigia molto cattiva che fece scendere sulla terra tanta pioggia rendendo tutti i bambini tristi perché non potevano uscire fuori a giocare.
A quel tempo i fiori erano tutti bianchi, il sole impietositosi decise di aiutare i bambini e cacciò via quella nuvola così cattiva facendosi aiutare dall'arcobaleno. L'arcobaleno dopo aver aiutato il sole si sciolse in tante goccioline colorate. Le goccioline caddero sui fiori bianchi e li colorarono tutti. Da allora abbiamo i fiori colorati.

domenica, marzo 16

Perchè i limoni sono aspri


Tanto tempo fa i limoni erano dolci. Un contadino aveva un limoneto e gli uccellini andavano sempre a rubare i limoni. L'uomo era disperato e le nuvole pensarono di fare qualcosa per aiutarlo.
Allora decisero di far scendere giù una pioggia amara. quando scese l'acqua, i frutti divennero aspri e gli uccellini non andavano più a mangiarli. Da allora i limoni sono aspri.


Come nascono le stelle

Tanto tempo fa c'era uno scienziato che con il suo telescopio amava osservare l'universo. Un giorno vide che il sole era molto triste perché non aveva amici con cui giocare e così decise di aiutarlo. Si recò dal suo amico scultore e gli chiese di creare tanti corpi luccicanti come il sole che chiamò stelle.
Quando lo scultore finì di creare le stelle, lo scienziato le spedì nell'universo con una navicella spaziale e così il sole fu molto felice di ospitare nell'universo le sue amiche stelle.



domenica, marzo 9

Rispetto


È una parola semplice, molto usata, capita ma difficile da spiegare.
Dal latino: guardarsi intorno. Sono sul treno e sto parlando al cellulare ad alta voce posso non mancare di rispetto oppure dare fastidio e rischiare di essere ripreso. La differenza sta nel fatto che se nel vagone del treno sono da solo oppure ci sono altre persone.
Allora non siamo liberi di fare ciò che ci piace? No, perché liberi vuol dire seguire la propria coscienza ma modificando le proprie abitudini sbagliate.
C’è il rischio di cadere in due estremi:
A-   Sfacciataggine, scortesia, maleducazione, invadenza.
B-   Paura che succeda qualcosa che non si desidera, diffidenza, si da troppo peso all’opinione degli altri, mettendola al primo posto, prima delle norme morali.
Casi di anti-rispetto:
·      L’ingiustizia: con la scusa di non fare differenze, non diamo a ciascuno ciò che gli spetta.
·      Il silenzio: quando non diciamo ciò che pensiamo quando dovremo farlo.
·      La disparità: quando qualcuno si prende più diritti degli altri, senza un vero, reale motivo, fondamento. Quando qualcuno subisce o vive la propria inferiorità senza reagire in modo equilibrato.
·      La mancanza di solidarietà: quando non condividiamo, idee, responsabilità, beni, tempo, preoccupazioni, gioie.
Guardiamo chi c’è intorno perché viviamo sapendo di non essere soli.

Prudenza


È un valore pratico. È il modo di fare o di comportarci che ci fa essere pratici al fine di ottenere ciò che vogliamo. Consiste nel saper adattare i mezzi di cui disponiamo ai fini che perseguiamo, per non costruire castelli in aria.
La prudenza è un mix di:
Intelligenza: ci fa capire quali mezzi sono buoni, così così, da evitare per ottenere qualcosa.
Esperienza: ci offre argomenti, per sfruttare al massimo i successi ottenuti prima senza ripetere gli errori.
Senso comune: ci fa valutare l’utilità di questi mezzi tenendo conto della situazione concreta.
La prudenza per:
Difetto: Quando ci comportiamo in modo: precipitoso, quando non riflettiamo, per fretta, per verificare se i mezzi sono adeguati, corretti e giusti. Temerario, quando disprezziamo l’uso dei mezzi che ci eviterebbero di correre pericoli non necessari. Sconsiderato, quando non ci curiamo delle circostanze e agiamo solo per principi assoluti. Negligenza, quando non curiamo i dettagli nel compiere un’azione: risultato non soddisfacente.
Eccesso: Quando ci comportiamo in modo: ingannoso o malizioso, quando usiamo mezzi efficaci, ma eticamente non corretti, che violano i diritti degli altri. Previsione sproporzionata, quando escludiamo ogni possibilità di errore o insuccesso. Gli indecisi mirano ad avere tutto sicuro. Codardia, non si ricorre a quei mezzi che sappiamo necessari perché prevediamo inconvenienti per non rischiare.

Pazienza


Gli altri molte volte ti dicono: “sii paziente”….ma è facile dirlo!!!
Ha pazienza chi sa aspettare con calma ciò che tarda ad arrivare. È un’attesa riflessiva. È un atteggiamento di attesa, cioè lasciar passare il tempo sufficiente perché ciò che desideriamo giunga. Se passa più tempo del previsto, ci spazientiamo, e speranza, non si può pazientare se non c’è la speranza, è inutile aspettare se non c’è un lume di realizzazione.
La pazienza ha un carattere di ragionevole rassegnazione dinanzi all’inevitabile.
La pazienza è dei forti perché:
·      I deboli s’irritano,
·      I codardi s’intimoriscono,
·      I passivi non fanno nulla,
·      Gli inutili sono incapaci perfino di aver pazienza,
·      Gli indifferenti non sperano nulla,
·      Gli orgogliosi non si abbassano a sperare,
·      La pazienza non è propria di quelli che non hanno forza e coraggio di sopportare le disgrazie, di tentare cose grandi (pusillanimi), perché si spaventano, indietreggiano e abbandonano l’impresa.
Alla violenza dobbiamo rispondere con la pazienza, un’attesa calma, serena, pacifica ma attenta.
Dobbiamo contare fino a 10 per dare una lezione pratica sull’inutilità della violenza e dare una lezione pratica di pazienza della miglior specie.
Il nervosismo è un’ira minore, è un’instabilità interiore (hanno bisogno di un cambiamento costante per sentirsi bene). All’esterno trasmettono nervosismo agli altri.
Tutto si basa sulla certezza che dobbiamo cambiare e migliorare.

Pace


La vera pace la si ha dal possesso dei veri beni.
La Carta universale dei Diritti Umani (1948), è un bene che promuove lo sviluppo amichevole tra le Nazioni, afferma che:
·      Il riconoscimento della dignità umana a tutti e i loro diritti. Questo punto è il fondamento per la pace, la libertà, la giustizia.
·      Il disprezzo dei diritti umani sono atti che offendono la coscienza umana.
·      È la più alta aspirazione dell’uomo. Tutti godono la libertà di parola, credo, dal timore di bisogno.
Tutti dicono: sono solo buoni propositi, pura teoria, si sogna…ma se non c’è la speranza, nulla si muove. È un progetto umano tanto ambizioso che merita l’impegno di tutti, nonostante gli ostacoli, gli insuccessi.
La pace è qualcosa d’immenso, costituito da piccolissime particelle apportate da ciascuno di noi; inoltre essere buoni, pacifici, sostenitori della pace non vuol dire essere tonti! Anzi si è molto forti, perché è più facile alimentare, sostenere la discordia.

Libertà


È qualcosa di fondamentale.
Tutti hanno: lottato, sono morti, sofferto, sognato, scritto sulla libertà.
Tutti desideriamo fare ciò che vogliamo, senza essere sottomessi ad ogni forma di schiavitù.
La libertà è il valore più: impegnativo, fragile, desiderato, temuto. È il valore che meglio si presta a ricatti, abusi; che può dare maggior soddisfazioni, delusioni.
Nonostante tutto continuiamo ad anelare alla libertà.
L’essere umano è una specie animale che implica una serie di bisogni a cui sottostare a condizioni: anatomiche, fisiche, temporali, spaziali, della nostra volontà. Ma l’uomo è anche un essere razionale, cioè sa pensare; ma siamo convinti che l’essere umano è un essere libero, altrimenti non possiamo crescere negli altri valori.
Però la libertà, se è sola, è pericolosa. Se la libertà è al primo posto l’uomo è asociale, incapace di convivere. L’essere umano è caratterizzato da razionalità, libertà, capacità di decisione. Perciò ogni volta che egli agisce e opera delle scelte, si trova a compiere atti “morali”.
Studiare, lavorare, riposarsi, divertirsi, costruire, comunicare, amare: sono attività che consentono alla persona di realizzarsi liberamente e responsabilmente. C’è un impegno a realizzare un progetto di vita passa attraverso la maturazione progressiva di valori morali e modelli etici adeguati a essi.
Il fine di ogni persona è vivere liberamente, allegramente con gli altri, per realizzare se stessi ed essere felici. È importante sentirsi liberi, avere qualcuno con cui stabilire una comunicazione sincera; se non c’è condivisione un obiettivo verso il quale tendere, ci si arrende ai primi ostacoli, la libertà diventa fonte di sofferenza; ma la vera libertà implica:
·      Dubbio, non ho la verità in tasca.
·      Ammettere l’errore, a qualcuno concretamente.
·      A non stupirsi di avere sbagliato, non è un dramma, non è tutto perso!
·      Accettare le conseguenze delle proprie scelte, non un giorno sul melo e l’altro sul pero. Volubili come bimbi capricciosi.
·      A sapersi e lasciarsi correggere, quando è necessario.
·      A pentirsi, senza sensi di colpa.
·      A chiedere scusa, solo chi è veramente libero chiede scusa concretamente.
·      A rispettare la libertà degli altri, io ci perdo.
·      A non cercare la libertà sottomettendo gli altri, schiaccia sassi.
·      A comportarsi in modo che tutti siano liberi, anche quando scomoda me.
Quindi divenire liberi per sé e per gli altri, di una libertà da condizionamenti, di me stesso, del mio io che mi sono costruito delle mie maschere, per essere ciò che siamo chiamati ad essere.
La libertà è un cammino dei singoli, della comunità, dei popoli.




Il discepolo e il sacco di patate


Un giorno, il saggio diede al discepolo un sacco vuoto e un cesto di patate e gli disse:
"Pensa a tutte le persone che hanno fatto o detto qualcosa contro di te recentemente, specialmente quelle che non riesci a perdonare. Per ciascuna, scrivi il nome su una patata e mettila nel sacco".
Il discepolo pensò ad alcune persone e rapidamente il suo sacco si riempì di patate.
"Porta con te il sacco, dovunque vai, per una settimana", disse il saggio. "Poi ne parleremo".
Inizialmente il discepolo non pensò alla cosa. Portare il sacco non era particolarmente difficile.
Ma, dopo un po', divenne sempre più un gravoso fardello. Sembrava che fosse sempre più faticoso portarlo, anche se il suo peso rimaneva invariato.
Dopo qualche giorno, il sacco cominciò a puzzare. Le patate marce emettevano un odore acre.
Non era solo faticoso portarlo, era anche sgradevole.
Finalmente la settimana terminò. Il saggio domandò al discepolo: "Nessuna riflessione sulla cosa?".
"Sì Maestro", rispose il discepolo. "Quando siamo incapaci di perdonare gli altri, portiamo sempre con noi emozioni negative, proprio come queste patate. Questa negatività diventa un fardello per noi e, dopo un po', peggiora."
"Sì, questo è esattamente quello che accade quando si coltiva il rancore. Allora, come possiamo alleviare questo fardello?".
"Dobbiamo sforzarci di perdonare".
"Perdonare qualcuno equivale a togliere una patata dal sacco. Quante persone per cui provavi rancore sei stato capace di perdonare?"
"Ci ho pensato molto, Maestro", disse il discepolo. "Mi è costata molta fatica, ma ho deciso di perdonarli tutti"

Giustizia


È una condizione necessaria affinché i nostri rapporti con gli altri siano corretti. Se non siamo giusti non possiamo accedere agli altri valori.
La giustizia ha la precedenza. “La giustizia è la volontà costante e perpetua di dare a ciascuno ciò che è suo”. (Giustiniano I)
L’uguaglianza senza giustizia è ingiusta!
Siamo giusti quando trattiamo gli altri tenendo conto il loro carattere, i loro aspetti particolari. Quando si è ingiusti per riparare non basta chiedere scusa o dire non lo faccio più ma dare quello che giustamente spetta loro.
I diritti sono una grande conquista. Ho un diritto quando gli altri devono aiutarmi a difendermi dal più forte di me. Riconoscere un diritto è riconoscere che la ragione è al di sopra della forza, però i miei diritti, non sono obblighi, posso rinunciarvi. Ad esempio: cedere il posto sul bus ad un anziano.

Decalogo della Gentilezza


Sorridi alla monotonia del dovere quotidiano, per non rattristare il fratello.
Taci quando ti accorgi che qualcuno ha sbagliato, per non umiliarlo.
Elogia il fratello che ha operato bene.
Rendi un servizio a chi ti è sottoposto.
Stringi cordialmente la mano al fratello che è nella tristezza.
Conosci umilmente il tuo torto, rammaricandoti sinceramente del male fatto.
Saluta affabilmente gli umili, quelli che si sentono abbandonati.
Fa in modo che tuo fratello sia sempre contento di te.
Guarda con affetto chi cela un dolore.
Parla con dolcezza agli impazienti e agli importuni.
Non farti vincere dal male…bensì vinci il male con il bene

Amicizia


È un rapporto di affetto reciproco che lega due o più persone tra di loro. È un tema che tutti si sono interrogati. Ad esempio: per noi l’amicizia è un sentimento, che può nascere involontariamente, come una passione.  Per il mondo antico romano, l’amicizia era considerata piuttosto una manifestazione della volontà. Nell’antichità classica poteva esserci amicizia, ma in un genere di rapporto che comprende anche la dimensione erotica, mentre l’amicizia come la intendiamo oggi, è fondata piuttosto sulla complicità e sulla comprensione reciproche.
L’affinità tra amicizia e amore è chiara, entrambe legate all’azione di amare. Il concetto di amicizia è così ampio che può estendersi a qualsiasi forma di rapporto di vicinanza.
Oltre al rapporto, la parola amicizia indica anche la persona amica. L’amicizia nasce di solito dalla consuetudine, dalla frequenza personale.
L’amicizia è frutto di maturità, è un valore che si sviluppa con lo sviluppo della persona; è una forma di amore, ma può sparire o essere compromessa, se s’insinuano due veleni: egocentrismo, incostanza.
Le caratteristiche dell’amicizia sono:
  • Tu: l’amicizia è una forma di amore e, perciò, implica il desiderio che la persona amata stia bene e sia felice. L’amicizia non può far male.
  • Reciprocità: stessa intensità, per essere amici bisogna volerlo in due, non c’è anonimato.
  • Uguaglianza: l’amicizia non accetta differenze che creino rapporti di dipendenza, di sottomissione, di superiorità e inferiorità, di gerarchia. Rispettare le caratteristiche di ciascuno è un elemento essenziale dell’amicizia.
  • Lealtà: è cancellata la parola tradimento. Ma questo non ammette di coprire, giustificare il male che l’amico compie, questa non è amicizia.
  • Discrezione: ci si confida, perché l’amico è lo scrigno in cui depositiamo i nostri segreti.
  • Disinteresse: l’amicizia che vuole approfittare dell’amico diventa un commercio. L’egoismo guasta l’amicizia e qualsiasi forma di amore.
  • Specificità: Gli amici sono concreti; sappiamo chi sono, perché l’amicizia non è un rapporto vago e indefinito e  non possiamo essere amici di tutti.
  • Disinteresse: è un presupposto. Se c’è un secondo fine non è amicizia.
  • Desiderio di stare insieme: gli amici desiderano vedersi e dialogare con frequenza, per comunicarsi sentimenti, idee, esperienze, progetti… l’assenza indebolisce l’amicizia.
  • Fiducia reciproca: il rapporto d’amicizia si basa sulla fiducia totale, la sincerità, la discrezione e la trasparenza. Bisogna sentirsi assolutamente sicuri l’uno dell’altro.
Libertà: l’amicizia è frutto della libertà e deve generare una maggiore libertà. Gli amici non s’impongono, s’incontrano per caso