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GRATUITAMENTE AVETE RICEVUTO, GRATUITAMENTE DATE, (Mt 10,8b). Noi abbiamo solo il presente da vivere e in questo tempo ci giochiamo la nostra vita, la nostra eternità, il nostro destino (E. Olivero)
lunedì, febbraio 23
sabato, gennaio 31
San Giovanni Bosco
Imitare Gesù e lasciarsi guidare
dall'amore
È certo più facile irritarsi che
pazientare: minacciare un fanciullo che persuaderlo: direi ancora che è più
comodo alla nostra impazienza ed alla nostra superbia castigare quelli che
resistono, che correggerli col sopportarli con fermezza e con benignità. La
carità che vi raccomando è quella che adoperava san Paolo verso i fedeli di
fresco convertiti alla religione del Signore, e che sovente lo facevano
piangere e supplicare quando se li vedeva meno docili e corrispondenti al suo
zelo.
Difficilmente quando si castiga si conserva quella
calma, che è necessaria per allontanare ogni dubbio che si opera per far
sentire la propria autorità, o sfogare la propria passione.
In certi momenti molto gravi, giova più
una raccomandazione a Dio, un atto di umiltà a lui, che una tempesta di parole,
le quali, se da una parte non producono che male in chi le sente, dall'altra
parte non arrecano vantaggio a chi le merita.
Ricordatevi che l'educazione è cosa del cuore, e che Dio
solo ne è il padrone, e noi non potremo riuscire a cosa alcuna, se Dio non ce
ne insegna l'arte, e non ce ne mette in mano le chiavi.
Studiamoci di farci amare, di insinuare il sentimento
del dovere del santo timore di Dio, e vedremo con mirabile facilità aprirsi le
porte di tanti cuori ed unirsi a noi per cantare le lodi e le benedizioni di
colui, che volle farsi nostro modello, nostra via, nostro esempio in tutto. (Stralci di una sua lettera)
mercoledì, gennaio 21
Preghiera Ecumenica
O
Dio Trino,
seguendo l’esempio di Gesù,
rendici testimoni del tuo amore.
Concedici di diventare strumenti
seguendo l’esempio di Gesù,
rendici testimoni del tuo amore.
Concedici di diventare strumenti
di giustizia, pace e solidarietà:
fa’ che il tuo Spirito ci muova a gesti concreti
fa’ che il tuo Spirito ci muova a gesti concreti
che conducano all’unità.
Fa’ che i muri possano trasformarsi in ponti.
Per questo ti preghiamo,
Fa’ che i muri possano trasformarsi in ponti.
Per questo ti preghiamo,
nel nome di Gesù Cristo,
nell’unità dello Spirito
Santo.
Amen!
Amen!
martedì, gennaio 6
Mt 2,1-12
I Re Magi sono personaggi speciali, tra leggenda e realtà, sono stati bistrattati. Nei presepi domestici rischiano di essere un semplice ornamento, oppure ridotti ad una favola per bambini. I Re Magi giungono a destinazione, ma alla fine della festa, quando Gesù è ormai nato e tutti sono già arrivati per adorarlo.
Arrivano, consegnano i loro doni e già il giorno dopo sono risposti nella scatola e sulla mensola pronti per l'anno prossimo. La loro presenza si limita al 6 gennaio: Toccata e Fuga!
Sono una presenza poco meditata, ma che ci rappresenta, ci indica come correggere il nostro cammino, danno senso al nostro camminare. Ma si deve avere il coraggio di chiamarli col giusto nome; nella parola magi manca una consonante, l'H.
Sono i Magoi: Maghi, ecco la loro vera identità!
Dobbiamo farcene una ragione, Gesù è nato e morto tra i più lontani; i Maghi vengono da lontano, non solo geograficamente ma anche esistenzialemnte, rappresentano ogni periferia del mondo.
Ecco la Speranza, la Bella Novella: il nostro Dio è un Dio dei lontani, del camminare, dei cieli aperti, degli inviti ad:
Alzare il capo e a guardare da un nuovo punto di vista la mia vita e l'umanità, la storia. Cambiare schema della mente e del cuore, perché la vera conversione non è una rettitudine indefessa, ineccepibile ma un modificare il modo di ragionare con la mente e con il cuore; un "guardare oltre", tra le pieghe della vita.
Camminare con mente, cuore e volontà.
Cercando insieme perchè i Maghi non sono tre ma come dice Matteo, sono alcuni. Sono un piccolo gruppo con la stessa direzione, attenti alle stelle e l'uno all'altro.
Ad avere diritto di sbagliare perchè solo così posso imparare. I Maghi sono stati anche dei pasticcioni; hanno sbagliato città, a parlare con Erode che voleva uccidere il Bambino delle profezie; perdono la stella, cercano un Re in trono e trovano un Bambino in braccio ad una mamma.
Eppure ricominciano sempre, non si stancano mai, non s'arrendono. Il cammino dei Maghi è lento, come il nostro decidersi per Dio, perchè le nostre zavorre esistenziali rallentano, complicano il nostro cercare Dio con verità e amore.
La Tradiizione ci dice che sono tre, di età e colore della pelle diversa. Il tre può esserele tappe della vita, gli stadi dell'esistenza: BAMBINO, ADULTO, VECCHIO; PASSATO, PRESENTE, FUTURO. Un cammino dove si sviluppa il travaglio dell'essere umano, un travaglio che supera ogni differenza e diversità, perchè ci unisce il desiderio (desiderium); parola che si collega con sidus (stella).
In antichità un significato della parola desiderio era mancanza delle stelle in cielo. Infatti era una parola usata dai sacerdoti come un augurio, auguravano che gli dei approvassero le scelte degli uomini che li interpellavano.
Assenza delle stelle, oggi mancanza della stella che orienta l'uomo nell'oscurità dell'esistenza; questa mancanza è l'inquietudine nella ricerca di Dio. Nonostante i nostri fragili ragionamenti, pieni di ma e di se, di pregiudizie e verità a misura di se stessi. Nonostante tutto sappiamo che quel fragile bambino è venuto per noi, che è Dio e si presenta nella semplicità e umiltà della natura umana.
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| L'altare Monforte, Hugo van der Goes |
Siamo chiamati a cercare con cura, fissando la profondità del cielo e del cuore per compiere il nostro dovere di uomini, che è quello di sperare, perché "una vita senza ricerca non è degna di essere vissuta" (Socrate)
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| I Re Magi, Henry Siddons Mowbray |
Re Magi
- Fu un freddo avvento per noi,
Proprio il tempo peggiore dell'anno
Per un viaggio, per un lungo viaggio come questo
Le vie fangose e la stagione rigida
Nel cuore dell'inverno.
E i cammelli piagati, coi piedi sanguinanti, indocili
Sdraiati nella neve che si scioglie.
Vi furono momenti in cui noi rimpiangemmo
I palazzi d'estate sui pendii, le terrazze,
E le fanciulle seriche che portano il sorbetto.
Poi i cammellieri che imprecavano e maledicevano
E disertavano, e volevano, donne e liquori,
E i fuochi notturni s'estinguevano, mancavano ricoveri,
E le città ostili e i paesi nemici
Ed i villaggi sporchi e tutto a caro prezzo:
Ore difficili avemmo.
Preferimmo viaggiare di notte,
Dormendo solo a tratti,
Con le voci che cantavano agli orecchi, dicendo
Che questo era tutta follia.
Poi all'alba giungemmo a una valle più tiepida,
Umida, sotto la linea della neve, tutta odorante di vegetazione;
Con un ruscello in corsa ed un molino ad acqua che batteva il buio,
E tre alberi contro il cielo basso,
E un vecchio cavallo bianco al galoppo sul prato.
Poi arrivammo a una taverna con l'architrave coperta di pampini,
Sei mani ad una porta aperta giocavano a dadi monete d'argento,
E piedi davano calci agli otri vuoti.
Ma non avemmo alcuna informazione, e così proseguimmo
Ed arrivati a sera non un solo momento troppo presto
Trovammo il posto; cosa soddisfacente voi direte.
Tutto questo fu molto tempo fa, ricordo,
E lo farei di nuovo, ma considerate
Questo considerate
Questo: ci trascinarono per tutta quella strada
Per una Nascita o per una Morte?
Vi fu una Nascita, certo, Ne avemmo prova e non avemmo dubbio.
Avevo detto nascita e morte
Ma le avevo pensate differenti; per noi questa Nascita fu
Come un'aspra ed amara sofferenza, come la Morte, la nostra morte
Tornammo ai nostri luoghi, ai nostri Regni,
Ma ormai non più tranquilli, nelle antiche leggi,
Fra un popolo straniero che è rimasto aggrappato ai propri idoli.
Io sarei lieto di un'altra morte.
(Th. Eliot, Il viaggio dei Magi)
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