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GRATUITAMENTE AVETE RICEVUTO, GRATUITAMENTE DATE, (Mt 10,8b). Noi abbiamo solo il presente da vivere e in questo tempo ci giochiamo la nostra vita, la nostra eternità, il nostro destino (E. Olivero)

martedì, marzo 27

Educare

La tentazione di lasciar perdere tutto è sempre in agguato. Rinunciare ad educare equivale a perdere la propria libertà e la propria dignità, perché una persona anche nella miseria e nella fatica lancia un messaggio di riscatto interiore. E gli è dovuto. Educare sempre, allora, è nello stile della ferialità, della quotidianità. Accanto alle professioni riconosciute come educative (gli insegnanti e i docenti, gli educatori, i catechisti, ecc...) vi sono quelle innumerevoli figure semplici che sono educative per il messaggio e la testimonianza che offrono: pensiamo agli ammalati, ai nonni, agli anziani, ai disabili, ai detenuti. Sì anche questi ultimi perché essi chiedono di essere visti con occhi nuovi, non con il timbro di "uomo e donna sbagliati e condannati eternamente all'errore".

Educare al fianco, dunque, come scelta di compagnia, di mangiare al medesimo piatto e dissetarsi alla stessa fontana. Educare al fianco sapendo starci, senza pretendere di porsi davanti o mettersi dietro.
Stare al fianco è una delle modalità che ha caratterizzato la vita di Gesù di Nazareth: la famiglia sia questo Signore della vita e dell'amore che cammina al fianco delle altre famiglie. 
La sfida educativa non va vinta o subita come perdita, ma va amata perché là dove non c'è amore non c'è vita che possa sorgere e risorgere.

giovedì, marzo 22

Gv 3, 14-21

Carlotta stava passando davanti ad una gioielleria e subito schiaccia il suo nasino alla vetrina perchè vede una bellissima collana color Turchese, e subito ha pensato di regalarla a sua sorella perché ha gli occhi dello stesso colore della collana. Entrando in negozio chiede la collana al gioielliere, sorpreso gli chiede se ha i soldi da pagare, Carlotta tira fuori una scatoletta da cui uscirono delle monetine, delle banconote di piccolo taglio, delle figurine e dei ciondolini, mentre rovesciava il contenuto della scatola, Carlotta disse che sperava che quello che aveva bastasse perché voleva fare un regalo a sua sorella; da quando non c'era più la mamma, sua sorella aveva fatto da mamma e non aveva più tempo per se stessa.
Il gioielliere prese la collana la confezionò e disse a Carlotta di stare attenta andando a casa. Dopo un'ora nel negozio entrò una bellissima ragazza dai capelli color miele e gli occhi turchesi, il Gioielliere capì chi era. La ragazza, un pò tesa, disse chiese come aveva fatto a pagare Carlotta, perché non poteva aveva così tanti soldi. Il gioielliere disse, che i prezzi erano un segreto tra lui e il cliente ma di stare tranquilla, perché la bambina ha pagato.
Ha pagato il prezzo più alto che chiunque possa pagare: ha dato tutto quello che aveva!

Dio ha tanto amato gli uomini da dare suo Figlio Gesù. Gesù è la chiave che apre la cassaforte, che è la Bibbia, Gesù ci aiuta  a capire la Parola di Dio e a prendere il tesoro che è chiuso nella Bibbia. Qual è questo tesoro?
E' l'Amore Onnipotente di Dio! Dio ci ama, non ci punisce, non si stanca di noi, degli uomini. Quando facciamo il mal, chiudiamo la porta della nostra vita a Dio e siamo lontani dal bene e dalla gioia come Israele.
Ma Gesù ci vuole far vedere il volto di un Dio pazzamente innamorato di noi, un Dio che dona quanto ha di più prezioso per farci passare dal buio del peccato alla luce dell'amore. Un Dio che ci dà la medicina per guarirci, per guarirci dal veleno dell'egoismo, dell'orgoglio, della gelosia, della rabbia. 
Qual è questa medicina? E' Gesù Crocefisso e Risorto. Il sacrificio d'amore di Gesù ci ha salvati, ci mostra che per noi, per l'uomo in generale, il tesoro più importante da cercare è Dio Amore, e lo troveremo solo con Gesù come chiave il tesoro di Dio siamo noi, è l'uomo, e per ogni uomo Dio si preoccupa che sia felice.
Gesù è morto con le braccia aperte, perché vuole essere nostro amico, però non impone la sua amicizia, perché la felicità che ci propone è particolare, è quella del Crocefisso Risorto, allora dobbiamo volerla, dobbiamo dire il nostro sì sull'esempio di Maria. 


Un prete

Un prete
deve essere contemporaneamente:
piccolo e grande,
nobile di spirito,
come di sangue reale,
semplice e naturale,
come di ceppo contadino,
un eroe nella conquista di sè,
un uomo che si è battuto con Dio,
una sorgente di santificazione,
un peccatore che Dio ha perdonato,
il sovrano dei suoi desideri,
un servitore per i timidi e per i deboli,
che non s'abbassa davanti ai potenti,
ma si curva davanti ai poveri,
discepolo del suo Signore,
capo del suo gregge,
un mendicante dalle mani largamente aperte,
un portatore di innumerevoli doni,
un uomo sul campo di battaglia,
una madre per confortare i malati,
con la saggezza dell'età
e la fiducia di un bambino,
teso verso l'alto,
i piedi sulla terra,
fatto per la gioia,
esperto del soffrire,
lontano da ogni invidia,
lungimirante,
che parla con franchezza,
un amico della pace,
un nemico dell'inerzia,
fedele per sempre...
Così differente da me! (da un manoscritto medioevale trovato a Salisburgo)

lunedì, marzo 19

Dio ti sta scrivendo



Tu sei un prodigio per Dio, anche in questo momento sta scrivendo per te una storia d'amore!

giovedì, marzo 8

LC 18,9-14

Siamo chiamati a metterci a nudo, ed invece la nostra vita rischia di diventare una continua corsa:
per trovare il nostro gusto di apparire, anche spiritualmente;
per scoprire il super valore alla  ricchezza che diamo, ma che non ha mai un valore soprannaturale, perché la ricchezza avrà un significato divino solo se diventa solidarietà;
per scoprire le nostre corse alle mode che non rispettano la nostra dignità, la quale è frutto della castità;
per scoprire la nostra corsa al “lo sai chi sono io?!”.
È una continua corsa alla superbia, ad essere uomini vodafone, tutto attorno a me, al centro di tutto ci sono IO!
Solo un ritorno alla semplicità, ci farà vedere Dio, ci farà vedere l’altro in faccia e amarlo così com’è. Essere semplici vuol dire vivere nell’impegno costante di essere come Dio mi vuole. Ed invece viviamo il fichismo, cioè la religione delle opere, siamo come quelle persone che prima di offendono e poi per chiedere scusa fanno le cose che ti piacciono. Siamo come quelle persone che puntano il dito ma non si accorgono che, mentre ne puntano uno verso l’altro, ne puntano tre contro se stessi.
Ai piedi di Gesù vogliamo fare verità su noi stessi, chiamare per nome tutto ciò che c’impedisce di camminare verso Dio, perché Lui è sempre pronto ad accoglierci, ci aspetta perché grazie a Gesù ci siamo riconciliati con nostro Padre Celeste. Siamo chiamati alla presenza di Dio perché siamo chiamati alla comunione con Dio. L’uomo, ognuno di noi, è chiamato ad avere una relazione continua con Dio, perché il cuore dell’uomo è vasto, può amare, benedire, immaginare, sognare, non ha confine, come quello di Dio. Solo così porteremo amore, felicità nel prossimo, nel mondo.