La vendetta non fa bene a nessuno: la vendetta ferisce e incattivisce chi la pratica. La giustizia non è un affare tra parenti della vittima e autori del delitto. E' una questione che pone i colpevoli di fronte allo Stato o addirittura (dice Carlo Castagna, che evidentemente è un credente) di fronte a Dio, alla giustizia suprema. E lo stesso pentimento non è una merce di scambio (con la vittima o con lo Stato) ma è un percorso intellettuale, di coscienza, che riguarda il proprio intimo e non le proprie relazioni pubbliche. Due categorie, l'amore per il prossimo e il perdono, così intrinsecamente positive, talmente inattaccabili, giuste, assolute, che il giornalista Sansonetti, esprime tutto il suo rimpianto: "Possibile che due idee così grandi, così alte non possono trovare una propria dimensione laica, fuori dalla religione? Possibile che debbano restare una esclusiva del Cristianesimo? Finché accetteremo questa "debolezza" del pensiero laico, accetteremo una sua inferiorità". (Lucia Bellaspiga con Carlo Castagna, da: Il perdono di Erba)
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GRATUITAMENTE AVETE RICEVUTO, GRATUITAMENTE DATE, (Mt 10,8b). Noi abbiamo solo il presente da vivere e in questo tempo ci giochiamo la nostra vita, la nostra eternità, il nostro destino (E. Olivero)
giovedì, maggio 2
Seguire Gesù
SEGUIRE GESU'...
E' rimanere liberi da ogni realtà che non sia Lui.
Liberi di non avere un luogo dove posare il capo, dove rimanere.
Liberi di andare lasciando indietro tutte le realtà morte e di morte.
Seguire Gesù sulla strada della vita ci fa essere pienamente liberi.
Seguire Gesù è seguire Lui e non dove andrà Lui, perché lì va' solo Lui.
Seguire Lui dove Egli andrà, al di là di ogni meta e di ogni nostro limite.
Ache gli interessi più cari e famigliari, ecco che scompaiono in Lui.
Lui è l'unico parente sopra tutti, l'unico interesse che può essere scelto.
Tutto il resto è secondario, appare solo come conseguenza, accessorio.
Seguire Gesù è sperimentare la libertà "da" e "verso" ogni situazione.
Quando seguiamo Gesù non dobbiamo avere alcuma condizione e limite per la sequela.
Ogni realtà passa in second'ordine, mentre in evidenza appare solo Lui.
Seguire Gesù ci fa slegare da ogni limite e da ogni interesse umano, per procedere sulla strada della libertà del Regno, offerta a noi oggi.
SEGUIRE GESU' CI ORIENTA ALLA STRADA DELLA VERITA' DI NOI
E' rimanere liberi da ogni realtà che non sia Lui.
Liberi di non avere un luogo dove posare il capo, dove rimanere.
Liberi di andare lasciando indietro tutte le realtà morte e di morte.
Seguire Gesù sulla strada della vita ci fa essere pienamente liberi.
Seguire Gesù è seguire Lui e non dove andrà Lui, perché lì va' solo Lui.
Seguire Lui dove Egli andrà, al di là di ogni meta e di ogni nostro limite.
Ache gli interessi più cari e famigliari, ecco che scompaiono in Lui.
Lui è l'unico parente sopra tutti, l'unico interesse che può essere scelto.
Tutto il resto è secondario, appare solo come conseguenza, accessorio.
Seguire Gesù è sperimentare la libertà "da" e "verso" ogni situazione.
Quando seguiamo Gesù non dobbiamo avere alcuma condizione e limite per la sequela.
Ogni realtà passa in second'ordine, mentre in evidenza appare solo Lui.
Seguire Gesù ci fa slegare da ogni limite e da ogni interesse umano, per procedere sulla strada della libertà del Regno, offerta a noi oggi.
SEGUIRE GESU' CI ORIENTA ALLA STRADA DELLA VERITA' DI NOI
venerdì, aprile 12
Tradizione spirituale cristiana
Nelle nostre comunità cerchiamo di curare l'annuncio delle verità cristiane, rinnoviamo le celebrazioni sacramentali, educhiamo a un impegno operativo, ma forse stiamo trascurando quella che si chiamava un tempo la formazione, la vita interiore.
Finiamo così per pensare che la vita cristiana stia davanti a noi come un complesso di fatti, di verità, di gesti, che sta a noi assimilare con le nostre forze. la fede invece ci dice che non solo Gesù è il dono del Padre, ma anche lo Spirito santo, senza la cui presenza ci è impossibile assimilare quello che Gesù è per ciascuno di noi. Occorre riscoprire la grande tradizione spirituale cristiana.
Gli esempi e gli scritti dei santi, la direzione spirituale, la comunicazione della fede, la meditazione quotidiana sono alcuni mezzi che occorre riprendere in mano vigorosamente per disporre il cuore a ricevere la grazia dello Spirito.
(C. M. Martini, Partenza da Emmaus)
Il senso della morte
Nella nostra esistenza la morte resta evento inevitabile, anche se oggi si vive come se si fosse immortali.
Da alcuni decenni noi cristiani assistiamo passivamente a un occultamento della morte e a una rimozione di questa realtà del nostro vivere quotidiano
E' una vergogna e un tradimento della vocazione ricevuta nel Battesimo, che è immersione nella morte del Signore.
La morte viene così rubata all'uomo, come fosse qualcosa di osceno, e la vita rischia di non avere più un confronto con la propria finitudine, perdendo ogni capacità di un autentico rapporto con gli uomini, le creature, il mondo in cui siamo stati posti.
Il significato della vita subisce una deformazione disumana e il significato della morte sfugge sempre di più all'uomo costretto a morire in modo incosciente, secondo modelli forniti dalle ideologie dei consumi. (E. Bianchi, Vivere la morte)
Dio mi incontra
Il sacramento della penitenza educa a stare nella realtà della propria storia.
Non devo pensare a me, a Dio e alla Chiesa come se tra me e Dio ci fosse questa specie di barriera.
Lo schema del pensiero deve essere piuttosto un altro: non io, la Chiesa e Dio; bensì io chge ritrovo Dio, il Dio dell'alleanza, e così sono ritrovato da lui, in modo che questo reciproco ritrovarsi sia un aspetto dell'edificazione del tempio di Dio, il luogo di Dio che è la Chiesa.
Io incontro Dio e Dio stesso mi incontra; ma mi incontra proprio perchè egli, incontrandomi, sta edificando e riedificando, il luogo della sua presenza, il suo popolo. (G. Moioli, il peccatore perdonato)
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