Gratis

Gratis
GRATUITAMENTE AVETE RICEVUTO, GRATUITAMENTE DATE, (Mt 10,8b). Noi abbiamo solo il presente da vivere e in questo tempo ci giochiamo la nostra vita, la nostra eternità, il nostro destino (E. Olivero)

giovedì, agosto 15

I 5 verbi dell'animatore cristiano



SEGUIRE
Ascoltare/Obbedire a Dio.
Seguire con il cuore e la mente Gesù; l'unico che rende liberi.







SERVIRE O APPARIRE?
Essere - Sapere - Fare







STARE
Lo stare con Gesù non è un tirocinio a tempo determinato, è l'identità, la vita dei 12... e pure la nostra!






SALIRE
...attraverso il Credo verso Dio per attraversare i quattro portali (accettazione, fiducia, determinazione, consapevolezza) di accesso al gioco della vita.








VEDERE E CONTEMPLARE
...la propria vita ricevuta gratuitamente e da restituire gratuitamente!

Preparazione al Matrimonio...vita a due o a tre?

Itinerario in preparazione al matrimonio cristiano... Preparazione al matrimonio cristiano... Corso in preparazione al matrimonio... Chiamiamolo come vogliamo ma...in cosa consiste? L'intenzione è quella di aiutare a scoprire la grandezza del matrimonio cristiano alle persone che "convinte" vogliono impegnarsi "per sempre" in una vita a due.
Ma anche quella di rivalutare e far riemergere i valori della nostra fede e in particolare il cammino che ci ha condotto ai sacramenti cardine dell'iniziazione cristiana.
Perchè allora tanti matrimoni cristiani (celebrati in chiesa) si disfano?
Sì è "convinti" del "per sempre".......?
Come viene vissuto dai futuri sposi questo cammino? Un peso o una opportunità? Un obbligo o un momento di riscoperta di valori autentici? 
Un momento di riflessione o una perdita di tempo?
Un'occasione di autoanalisi o invece un indurimento del cuore verso valori proposti e non condivisi? Cosa porta i fidanzati alla scelta di sposarsi con il Sacramento del Matrimonio quando molte volte non condividono quello che questa scelta comporta? Capita che sia solo uno dei fidanzati che coscientemente sente l'importanza del giuramento e dell'impagno che ci assume con il matrimonio cristiano. Questo già mette basi fragili per una vita armoniosa, pienamente condivisa e autenticamente trasmessa ai figli. Da parte di qualcuno non manca forse un pò di coerenza?
E noi "coppie guida" fino a che punto sappiamo sprigionare delle analisi costruttive? Molte volte ci sentiamo impreparati e inadeguati, ma crediamo che la cosa più importante sia condividere con loro (i fidanzati) questo percorso valorizzando quei principi in cui anche noi abbiamo creduto e sui quali abbiamo voluto fondare il nostro matrimonio.
Condividere le nostre esperienze e le inevitabili difficoltà che chiunque prima o poi si troverà ad affrontare. Non solo, ma in modo molto egoistico apprendere. Apprendere dal sacerdote, dallo psicologo, dallo specialista ecc... che in modo competente e chiaro ci portano ad ogni "corso" a rimeditare tutte le ricchezze di un dono inestimabile che molte volte può sfuggirci di mano. Alla base c'è che noi, coppia guida ma "senza patente", ci crediamo veramente e speriamo che questo lo si riesca a capire anche solo dal nostro modo di guardarci dopo anni di vita insieme e fatiche insieme. Siamo consapevoli che il Signore scriva dritto sulle righe storte e allora insistiamo chiedendo scusa agli amici fidanzati che abbiamo conosciuto, per la nostra inadeguatezza e dicendo loro con sincerità che gli vogliamo bene. Auguroni. Confidate sempre nel Signore!
Quante domande,...ognuno avrà e darà una sua risposta.
Scuotiamoci dal torpore e dimostriamoci coerenza di vita, di fede, di parole, di atteggiamenti.
Partiamo con entusiasmo nella vita a due...scusate, a tre. Non dimentichiamoci mai Gesù che con lo Spirito Santo guida e fortifica le nostre famiglie, se solo noi lo vogliamo.
La fede ci insegna che senza Dio nulla possiamo e con Lui nulla è impossibile! 
(articolo tratto da "la Piazza", il 29 gennaio 2006; 
scritto da Glauco e Michela Anderbegani)


A Maria assunta in cielo

Nella maternità hai conservato la verginità e nella dormizione non hai abbandonato il mondo, o Madre di Dio; sei stata trasferita alla vita essendo Madre della Vita e con le tue preghiere liberi dalla morte le nostre anime.
O Vergine Madre, Sposa di Dio, avendo tu generato la Vita, nella venerata dormizione ti sei trasferita alla vita immortale, scortata dagli angeli, arcangeli e potenze celesti, dagli apostoli, dai profeti e da tutte le creature e tuo Figlio ha ricevuto nelle sue mani pure la tua anima immacolata.
Ave, speranza nostra, 
Ave, benigna e pia,
Ave, piena di grazia, o Vergine Maria.
O Trinità santissima a Te l'inno di grazie, per Maria nostra Madre nei secoli dei secoli. Amen
(dalla Liturgia Bizantina)
(La Liturgia Bizantina chiama dormizione quella che noi chiamiamo assunzione: viene così posto l'accento sull'ultimo sonno della Madre di Dio, che fiorisce con dolcezza nella Glorificazione in corpo e anima al cielo)

venerdì, luglio 26

Immersi nel “ventre della santa grotta”, cuore del Santuario di S. Rosalia

Nel Santuario dedicato a santa Rosalia ho vissuto  una forte esperienza d’interiorità, d’intimità con Dio e di Dio. Nel silenzio e nella luce soffusa del Santuario, che si apre tra le pieghe della roccia, mi è sembrato di essere nel ventre di Dio, lì ho sperimentato la grandezza di Dio, la sua forza.
Essa è un elemento della natura che mi aiuta ad entrare facilmente in comunione con il Creatore e a prendere coscienza della mia realtà di creatura: in quel luogo così particolare mi sono sentito piccolo piccolo , ma anche protetto, in pace con me stesso e con Dio.
In quel “ventre divino” tutto prende una diversa connotazione; ci si trova immersi  nella penombra e nel silenzio, il mondo è come scomparso e tutto ciò che prima pareva essere priorità, fondamentale, essenziale, determinante, lì , davanti alla nuda roccia, dinanzi alla mano di santa Rosalia, accostata al suo orecchio,  è stato cancellato: mi sono sentito alla presenza di Dio con tutto il mio essere. Lì ho colto quello che sono e ciò che è fondamentale per la mia vita, per la mia felicità: alimentarmi di Dio, cibarmi di Lui anche quando non ne sono consapevole.
Questo “ventre di roccia” mi ha aiutato  a sperimentare e capire la mia posizione: io sono dentro di Lui, nella relazione della Trinità, come un bimbo nel ventre della madre, il quale, non sapendo che c’è un mondo che lo aspetta, lì in quelle pieghe che lo stanno plasmando ad essere amore, diviene l’immagine di Dio.
Avvolto dal silenzio e dalla penombra ho contemplato l’atteggiamento di ascolto della santa. Ho preso coscienza che nulla di me stesso, delle mie azioni e della mia vita è fuori dalla Trinità: in Lui cammino, mangio, respiro e amo.
Stare presso Dio è stare al centro di me stesso, al centro della mia esistenza, ho trovato il centro di tutto, l’elemento fondamentale della felicità: la riconciliazione.
Appoggiandomi alla roccia e osservando le gocce d’acqua che scendevano vedevo la mia vita: ogni goccia rappresentava una esperienza di gioia o di dolore che ho vissuto, che ho messo ai piedi del tabernacolo per intercessione di santa Rosalia. Allora, in quel momento, tutto ha preso un aspetto nuovo, tutto ha assunto un senso e un ampio respiro in cui ho ritrovato il centro del mio essere cristiano, del mio essere sacerdote: l’essere amato gratuitamente da Dio.
In Lui ho il mio rifugio, la mia dignità, la mia intimità e la mia felicità.
È stata una sosta breve ma intensa, carica di emozioni, ma che ha toccato le corde più profonde della mia esistenza, del mio essere sacerdote. Solo una grande intimità con Dio, un rientrare in Lui mi renderà un sacerdote secondo il suo cuore e a chi incontrerò potrò dare il cibo più importante della vita: Gesù Eucaristia.
Questa intimità, seppure breve, mi ha rigenerato, s’è impressa nella mia esistenza: non l’ha cambiata, non mi ha portato a fare qualcosa in più, ma ha risvegliato in me il vero Amore.
Quell’amore che alimenta la mia vita, la vera essenza dell’amore che molte volte a causa della mia agenda piena sono portato a dimenticare.
Santa Rosalia intercedi per me perché anch’io sia sempre proteso all’ascolto di quell’amore primordiale che mi ha chiamato all’esistenza, mi ha consacrato a Lui e mi innalza al di sopra degli angeli.

Don Roberto Filippini (sacerdote orionino)


domenica, luglio 14

Lc 10,25-37


Percorri l'uomo e arriverai a Dio (S. Agostino). Luca mette in fila 10 verbi per descrivere l'amore: lo vide, si mosse a pietà, si avvicinò, scese, versò, fasciò, caricò, lo portò, si prese cura, pagò... fino al decimo verbo: al mio ritorno salderò.
Questi sono i nuovi 10 camandamenti, per tutti, perchè l'uomo sia promosso a uomo, perchè la terra sia abitata da prossimi, non da avversari. Ma chi è il mio prossimo? Gesù risponde: il tuo prossimo è chi ha avuto compassione di te. Allora ama il prossimo tuo, ama i tuoi samaritani, quelli che ti hanno salvato, rialzato, che hanno pagato per te. Impara l'amore dall'amore ricevuto. Diventa anche tu samaritano. 
(Ermes Ronchi)