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GRATUITAMENTE AVETE RICEVUTO, GRATUITAMENTE DATE, (Mt 10,8b). Noi abbiamo solo il presente da vivere e in questo tempo ci giochiamo la nostra vita, la nostra eternità, il nostro destino (E. Olivero)

venerdì, aprile 25

Farmaco d'immortalità

Composizione
JHS: non è una formula chimica, ma sigla che marca il Pane Eucaristico, Pane di frumento, consacrato nella Messa, dallo Spirito Santo di Dio, nelle mani del sacerdote e divenuto Corpo vivo di Cristo Gesù; destinato ad essere mangiato dai battezzati convocato in Assemblea alla Celebrazione e conservato per gli invitati assenti. 
JHS tre lettere dell'alfabeto latino, iniziali di tre parole:
Jesus: Gesù;
Hominum: degli uomini;
Salvator: Salvatore.
Gesù Salvatore degli uomini

Come si prepara
Allo sguardo appare un dischetto bianco di pane e nel calice un pò di vino. In effetti è il corpo e il sangue del Signore Gesù, vivo e presente per noi. Apparenza umile, silenziosa. Solo chi possiede la parola del Signore può capire il silenzio dell'Eucaristia.

Indicazioni
Anemia spirituale, perdita del gusto delle cose di Dio, disorientamento nella guida della propria vita e della propria famiglia, indifferenza, idolatria. Facilità di giudizio di condanna su tutto e su tutti, irascibilità, indebolimento della decisionalità a partire dal Vangelo. Disidratazione, sterilità delle opere, causate dal poco bere linfa della Vite di cui si è tralci. Farmaco indicato non appena le conoscenze e le informazioni del proprio credo appaiono dei fantasmi, come numerose piante di un bosco nel quale si esita ad addentrarsi; difficoltà di dialogo, senso di emarginazione, di orfanezza, percezione di isolamento. Nausea per il sacro.

Controindicazioni
Nessuna per nessuno al mondo, nonostante una Bimillennaria sperimentazione del suo Principio Attivo; l'JHS è risultato l'unico farmaco omopato-compatibile.

Posologia
Bambini: mezz'ora/45 minuti alla settimana sotto vigile osservazione e gustosa scorta dei genitori a Messa. 
Adulti: la cura va da 1 ora alla settimana (Celebrazione Eucaristica domenicale), a un'aggiunta di mezz'ora al giorno. Il dosaggio s'intensifica con l'ora al giorno, quando l'attrazione di Gesù interessa le pulsazioni del cuore, si rende sintomatico l'invaghimento per Dio e si sta bene con Lui. La frequenza battiti in consonanza a quelli del cuore di Cristo, i pensieri a quellu di lui, e così i sogni e progetti, sono test di dosaggio equo. N.B.: Il farmaco agisce se si combina alla volontà di volere guarire.

Effetti indesiderati
Reazioni negative possono apparire non in chi assume il farmaco ma in parenti e amici che possono definire l'assenza (del paziente, di mezz'ora o di un ora) un danno per la famiglia. Derisioni e insulti, attribuzioni di bigottismo e di debolezza. Altri effetti collaterali indesiderati dall'JHS: Assuefazione, indifferenza o nei casipiù gravi, acquisizione del magico.

Precauzioni
Non agitarsi prima dell'uso, prima di decidersi a fare questo passo. La notizia che l'assunzione del farmaco fa cambiar vita e può attivare la guarigione della memoria, della volontà, della capacità di giudicare e di progettare, di fraternizzare,... farla circolare nell'ambiente con cautela, ma senza prorogarla. La fede si rafforza donandola. Nel caso di un convincimento debole, frequentare opportune catechesi parrocchiali o gruppi e movimenti ecclesiali. Esporsi al rischio di far parte della comunità di fede a tutti gli effetti. Le forze del male non prevarranno.


Scadenza
Mt 28,20: Il prodotto, in sè corruttibile, veicola e deposita germi positivi di incorruttibilità e di risurrezione. Viene confezionato ogni giorno e adempie la promessa di Gesù: "Sarò con voi sempre, fino alla fine del mondo".           
(Ditta farmaceutica Gioia 2007, Made in Italy)

Disputa sull'Eucaristia, Raffaello

mercoledì, aprile 23

La Personale Regola di Vita (PRV)

Lc 14,28-35

Siamo presi sempre da mille cosa e la nostra vita può essere dispersa o dispersiva; la nostra crescita rischia di  essere un minestrone. 

CHI SONO? (primo gradino della torre)
CHI VOGLIO ESSERE?
CHI SONO CHIAMATO AD ESSERE? (in chiave di fede)

Tutto quello che facciamo deve tirar fuori la nostra identità più vera; le nostre...
ferite
fragilità
debolezze
limiti
desideri
capacità
quello che dicono di noi
doni
Tutto questo è messo in circolo; Tutto serve a costruire la nostra vita.
I rischi:
COLLEZIONARE: tante esperienze e mai usarle.
SCARICARE: quello che si vive non è un caso.
ASPETTARE: il momento "giusto" è straordinario.
AVER PAURA: tenere tutto per sè è un furto.

Che fare? Quando scopro i mattoni, decido di volerli impiegare.
Cosa si fa? Serve un progetto, cioè del tempo per sedersi, ragionare, pensare; UNA PERSONALE REGOLA DI VITA.
PERSONALE: siamo gruppo quindi siamo Chiesa. La dimensione personale consiste nello scoprire le proprie possibilità, capacità e attitudini per poter prendere e dare al gruppo la mia originalità ed unicità.
REGOLA: senza un ordine la nostra vita si perde e disperde. Con la regola la propria vita diventa un astrada verso la libertà e la verità.
VITA: perchè è regola di vita? Cioè uno stile che coinvolge tutta la propria esistenza.
RISCHIO: separare la dimensione spirituale dalla dimensione umana, affettiva, fisica, psicologica.
La regola di vita mi aiuta a raggiungere chi sono io e quel che posso essere al meglio di ciò che sono; per i cristiani è entrare nel progetto di Dio.
Cioè entrare e scoprire il modo in cui Dio ha pensato alla mia vita, alla mia più piena realizzazione in Lui. Scoprire il mio modo unico e irripetibile di amare con tutta la mia persona, cioè con tutti i "mattoni" che ho. Questi mattoni li posso valorizzare, li posso mettere a disposizione degli altri.
Perchè da una regola di vita arrivo a prendermi cura di
ME STESSO: volersi bene (la propria storia, corpo, carattere), rispettarsi (nostro corpo, i ritmi), fare bene ciò che sono chiamato a fare oggi, evitando le dispersioni, imparare ad ascoltarsi, darsi del tempo (come sto vivendo?)
DELLE RELAZIONI: siamo nati da una relazione, la nostra vita è una relazione. Gli altri mi dicono chi sono; gli altri sono il mio specchio, rivela il mio volto. Importante è curare, imparare:
  • uno sguardo grato: dalle relazioni quotidiane. Da tutto e da tutti. Imparare qualcosa per crescere dalla gratitudine alla gratuità.
  • dare un giusto spazio agli altri. Liberarsi da relazioni che ostacolano.
  • riconoscere relazioni in cui mi sento libero di essere me stesso.
  • curare la sfera affettiva. L'amore è il motore di tutta la nostra vita. 
DELLA REALTA' IN CUI SI E' INSERITI: non siamo isole! Inseriti dove, come? Telegiornale, quotidiani, internet, vita parrocchiale, realtà di povertà, ambiente di lavoro o di studio.  In questi luoghi in cui la mia vitra si srotola mi lascio vivere o sono protagonista? Le mie capacità intellettuali, pratiche, i miei valori dicono chi sono?
RAPPORTO CON IL SIGNORE: è chiamato ad illuminare tutto il resto; scoprire le presenza di Dio nella mia vita, il suo amore per me, riscopro la mia vita come progetto che tende a realizzarsi in una scelta concreta. Come espressione del mio modo di amare, come vivere in pienezza la mia fede a servizio degli altri.
La relazione con Dio deve essere:
APPROFONDITA: con la preghiera personale e la meditazione/studio della Parola di Dio.
VERIFICATA: con una guida per far chiarezza nei punti oscuri e difficili.
ALIMENTATA: dai Sacramenti (Eucaristia, Riconciliazione), perchè solo così viviamo un'immersione nell'amore e nella misericordia gratuita di Dio.
RESA VISIBILE: attraverso un modo nuovo di stare con gli altri; interpellato e responsabile.
PER ESSERE UN UOMO, cioè un attore principale della mia vita personale, sociale, cristiana e quindi sarò un uomo felice.


Maria...storia di una donazione totale


Tutta la sua vita è sotto il segno di Dio. 
L'Immacolata Concezione è:
  • dono totale senza riserve, senza pentimenti al piano di Dio.
  • Lodare la Salvezza su di lei e l'umanità.
  • Il poter aggredire il male dentro e fuori di noi.
  • Il sogno di Dio sul mondo.
perchèDio
ci benedice, con ogni benedizione,
ci sceglie per essere Figli,
ci fa suoi eredi.
quindi anche noi riceviamo il saluto dell'angelo a Maria
Rallegrati piena di grazia...c'è l'iniziativa d'amore di Dio.
Gioisci, è arrivato il momento che Dio ti ha promesso, ti affida alla sua Parola.
L'Eccomi di Maria èun dire sono con te, è una parola di disponibilità, è una parola pronunciata dai profeti, da Samuele, da tutti quelli che aderiscono al piano di Dio; parola di Salvezza per l'intera umanità.
 Maria è Madre di Dio e della Chiesa, quindi fare gli auguri a qualcuno, vuol dire che la felicità di una persona non dipende solo da lei, ma è condivisione, partecipazione, presenza. I nostri auguri dovrebbero avere questi ingredienti. Dovrebbero essere intessuti di discrezione  e delicatezza, dovrebbero essere pieni di Maria: che non si agita, che interiorizza, non si chiude al mistero, è piena di stupore. 
E' importante questo atteggiamento di Maria. Riconoscere la presenza di Cristo in noi e nel mondo, perchè la vita è ricca di valori umani e divini, che Gesù Bambino è venuto a rispolverare dentro di noi: bontà, pace, concordia, rispetto, responsabilità; per cancellare tutti i contrari di questi valori: superficialità, egoismo, vendetta, odio.

Cos'è una vocazione?

Cos'è una chiamata?
Vorrei fare la scelta più giusta. La vita non è una scelta, ma una risposta! La vita è una missione personale, con lo scopo di dare felicità a me stesso e agli altri. C'è qualcuno che domanda, a noi interessa dare la risposta giusta. Il Signore è felice di te, perchè ognuno vive nel momento più giusto e al posto più giusto. Per essere felici si necessita degli altri, perchè la vita è una risposta di vita con il Signore, con i Sacramenti. Solo noi? Solo con la nostra forza? No! Dio ti dà la forza, una mano; ti dà compagni di viaggio che non per forza devono essere degli amici intimi. Il filo rosso è avere una direzione precisa, per poter capire, rispondere, vivere la chiamata di Dio. 
Il DNA della vocazione è una chiamata che Dio fa liberamente ad ogni uomo per seguirlo.
La chiamata però è da razionare:
  • CHIAMATA: non è una scelta individuale, non è un lavoro, non è qualcosa da fare; ma è seguire Qualcuno, Dio mi chiede di stare con Lui.
  • QUALITA': ognuno riceve dei talenti e ha il compito di farli fruttare.
  • RISPOSTA: deve essere generosa, non sempre deve essere forte; il Signore non vuole nulla da te; ma vuole per te! Vuole la tua felicità e far felice pure gli altri. Non bisogna aver paura di dare il meglio di sè, perchè la vita è fatta per fare le cose belle, farle col Signore e avremo già il centuplo già ora. 
La domanda che deve accompagnarci nella vita, deve ricamare la nostra giornata è sempre perchè e per chi vivo?


martedì, aprile 22

Don Orione e i giovani

La pastorale giovanile-vocazionale deve aiutare e valorizzare, unificare tutte le esperienze, le intelligenze, i cuori verso Dio e i beni della vita. Tutto questo lo varemo a cuore, sarà una nostra priorità se saremo in sintonia con Gesù.
L'icona del Buon Samaritano, chino sui bisogni dei poveri, rappresenta l'uomo di spiccata personalità. Di fronte ai problemi del suo tempo, sa offrire risposte adeguate.
Ecco alcuni punti del carisma orionino:
DIO SOLO: don Orione era un vero uomo di preghiera, dopo una giornata di servizio, passava la notte davanti al Santissimo. La passione per Cristo porta ad una spinta interiore di un altruismo senza riserve. 
CROCE: icona dell'amore di Dio per noi; è la chiave che ci fa capire la vita di tanti santi. Don Orione vede l'albero dal quale sorge questa nuova vita; questo perchè si sente amato da Dio e tutta la sua vita diventa riflesso di questo amore. 
FIDUCIA NELLA DIVINA PROVVIDENZA: per don Orione la fede è il motore della storia. Le rivendicazioni sociali devono nascere dalla fede in Dio e nel suo amore. Però non c'è fatalismo, sa che Dio si serve del nostro lavoro per realizzare la sua opera nel mondo. 
DEVOZIONE A MARIA: amore da far accendere nei cuori delle persone che incontra.
AMORE ALLA CHIESA: don Orione vive in un momento storico in cui la Chiesa vive molte avversioni. Egli vive un amore incondizionato verso la Chiesa e il Papa. Don Orione sa che la pietra angolare di tutto l'universo è Cristo; e sa che Cristo si fa presente realmente nella Chiesa e nel Papa.
CARITA': l'amore che lo unisce a Dio, lo unisceagli uomini. Non c'è dolore che non trovi posto nel suo cuore, modellato ad immagine di quello di Gesù. Le opere di misericordia diventano il pulpito per disporre ed aprire le persone ad accogliere il Vangelo. 
SPIRITO DI FAMIGLIA: voleva formare una vera famiglia, con lo spirito paterno/familiare, fondato sulla partecipazione, persuasione, l'esempio.
GIOIA: la perfetta letizia avviene solo nella dedizione di sè a Dio e agli uomini. Questa gioia porta ad una grande creatività, però sempre in una vita semplice (umiltà), che consiste in una disponibilità al servizio (lavoro e fede).

LO STILE EDUCATIVO

Don Orione parte dallo stile di don Bosco: "sistemacristiano-paterno":

 
  1. Ragione e Religione: base per una visione di una vita cristiana e una formazione di personalità integrate.
  2. Formare Cristo nel cuore dei giovani: educarli ad una visoone critica degli avvenimenti umani.
  3. Clima di famiglia.
  4. Retto uso del tempo libero.
  5. Stimolo alla virtù, alla morale: amore alla croce, a Dio, al prossimo, alla Patria, alla Chiesa.
  6. Iniziazione alla vita liturgica, alla preghiera, alla partecipazione ai Sacramenti. Una vera pietà, un'adesione profonda a Dio, una coerenza di vita pratica.
  7. Adesione ai valori del popolo, nelle sue tradizioni, nelle sue espressioni culturali.
  8. Condotta imparziale, insieme al rispetto per la personalità dei giovani.
  9. Dudattica snella.
  10. Disciplina. Tenere alto il clima formativo, cioè uno sviluppo delle capacità dello studente, una valorizzazione delle potenzialità degli educatori.
  11. Offerta di concrete opportunità, che favoriscono adesioni ai valori proposti. Altrimenti un'informazione , un aiuto per un inserimento in una struttura più idonea.
  12. Preghiera per i giovani e Benedizione di Dio quotidianamente sul proprio lavoro.
  13. Osservazione, studio, accompagnamento costante, per:
    1.  scoprire e sviluppare le qualità e la buona disposizione,
    2. correggere i difetti,
    3. ridurre i rischiami e i rimproveri al minimo indispensabile, manifestando sempre atteggiamenti di bontà, comprensione, dialogo. Basati sull'esperienza, la ragione e la religione.