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GRATUITAMENTE AVETE RICEVUTO, GRATUITAMENTE DATE, (Mt 10,8b). Noi abbiamo solo il presente da vivere e in questo tempo ci giochiamo la nostra vita, la nostra eternità, il nostro destino (E. Olivero)

venerdì, agosto 23

Prendete il tempo



Prendete il tempo di giocare, è il segreto dell'eterna giovinezza. 
Prendete il tempo di leggere, è la sorgente del sapere. 
Prendete il tempo di amare e di essere amati, è una grazia di Dio.
Prendete il tempo di farvi degli amici, è la via dei felici.
Prendete il tempo di ridere, è la musica dell'amore.
Prendete il tempo di pensare, è la sorgente dell'azione.
Prendete il tempo di donare, la vita è troppo corta per essere egoisti.
Prendete il tempo di lavorare, è il prezzo del successo.
Prendete il tempo di pregare, è la vostra forza sulla terra.



Il prete


Il prete è inserito in un circuito di affetti il cui perno e la cui fonte è la Persona del Signore. Egli impara ad amare dentro l'amore del Signore per le sue pecore: è tale amore che diviene generatore di nuove relazioni.


giovedì, agosto 22

Le Concupiscenze

Le tre concupiscenze riguardano la carne, gli occhi e della vita. La superbia è la madre dei vizi, è l'opposto dell'umiltà; è l'affermazione dell'io a spese degli altri. 
Chiuso nell'egocentrismo, l'uomo, uccide se stesso e ogni valore.
Le figlie della superbia sono: la vanagloria, la superbia spirituale, che distrugge ogni cammino verso Dio. L'autosufficienza: assolutizzazione dell'io.
La vanagloria, primo avvio, fase iniziale, verso la superbia, fase finale. La vanagloria è attirare a sè l'attenzione degli altri, assaporare la lode, sentirsi dire: BRAVO! per compiacersi.Dalla vanagloria nasce: la disobbedienza, la vanità, l'ipocrisia, le contese, l'ostinazione, la discordia, ogni tanto la presunzione di fare novità.
La superbia spirituale è un attaccamento ai beni interiori. E' il desiderio disordinato della propria grandezza spirituale: vano desiderio di parlare di cose spirituali, più per insegnarle che per impararle.
A volte, questo tipo di superbo: condanna ogni forma di devozione che non coincide con la propria, ha la volontà di essere l'unico nella stima e nella considerazione degli altri, riceca un confessore secondo il proprio gusto, è impaziente verso le proprie mancanze, e una ricerca di lode.
La notte oscura, è la via della liberazione: aridità, vuoti, l'anima impara la propria miseria. Lavori grossolani, uffici umili, lettura di vita dei santi, aiutano a questa purificazione.
L'autosufficienza, l'individualismo e il soggettivismo sono elementi di un IO che nel giudizio e nella prassi vuole prescindere da tutto e da tutti. L'unica via d'uscita è obbedire: assumere i limiti di ogni istituzione. La presunzione è una valutazione esagerata delle proprie capacità e della propria importanza. Nella presunzione noi ci consideriamo di essere la causa delle nostre buone azioni e non si riconosce l'aiuto di Dio.
La permalosità è la paura di essere giudicati e sfocia in negatività. La sfiducia, la diffidenza, l'ingratitudine sono elementi di un IO insoddisfatto, scarica sugli altri le proprie frustrazioni, è un IO che vive la solitudine, si sente minacciato.
L'amibizione è un sentimento negativo, è un difetto, da essa nascono: l'ipocrisia, simulazione di virtù, di buoni sentimenti per catturare la stima degli altri. L'adulazione: elogiare qualcuno in modo falso ed esagerato, per vantaggi personali. Dire Bugie: per giustificare il nostro IO, per presentare le cose a modo nostro.
L'avarizia è l'icapacità di condividere con gli altri quello che si ha; è un accumulo esagerato di ogni sorta di bene (materiale o spirituale). Se manca la virtù della prudenza e il dono del consiglio cadiamo in una avarizia insaziabile: l'idolatria.
L'avarizia nuoce a se stessi, perchè è un illudersi nella propria realizzazione in cose; negli altro: perchè non viene reso partecipe di beni che sono da condividere. Essere avari si offende Dio che è il Sommo Bene. Nel correggere l'avarizia bisogna stare attenti a non cadere in due rischi:
- lavorare sul distacco dai beni e non accorgersi di coltivare l'avarizia spirituale (curiosità spirituale: voglia di sentire cose nuove). 
- tutto è dovuto, guardiamo ciò che ci manca e non quello che abbiamo. 
L'uomo deve imparare a fare a meno di tutto per arrivare all'essenziale, l'interiorità: attaccamento al proprio mondo, alla dipendenza psicologica; alla confidenza esagerata: è una forma di godimento sessuale; alle fantasie e ricordi perchè si cade in una preghiera serva; alla lussuria spirituale, al godimento sensibile nel rapporto con Dio, cioè alla ricerca di consolazione da Dio. La lussuria spirituale è una ricerca interessata ed egoista dei doni di Dio.
Dall'ira, trattenuta nell'animo, non espressa, non vinta, nasce dei sentimenti, che sono un'avversione verso qualcosa o qualcuno che ostacolano quello che vorremmo: rancore, ridentimento, indignazione, impazienza, agitazione, insofferenza.
Le situazioni non desiderate ci portano al malumore e al rifiuto verso le persone, alla collera. Tutti questi sono sentimenti da eliminare perchè escludono la carità.
L'ira si manifesta aggredendo: atteggiamenti sprezzanti, parole pungenti, si esclude la persona (porta odio cronico, divisione); ritraendosi: scontrosità.
L'ira porta alla vendetta.Medicine per guarire dall'ira, se ci sentiamo feriti nell'animo abbiamo un IO egocentrico serve: umiltà, distacco da sè, pazienza, dominio di sè, mitezza, misericordia, mansuetudine (che è il punto d'arrivo di un profondo equilibrio morale). I frutti di questa guarigione sono: la pace e il perdono. 
Alcuni suggerimenti:
Gli impazienti con se stessi, sono quelli che si adirano contro se stessi, davanti alle proprie imperfezioni, vogliono subito cambiare, essere santi in un giorno.
Nel vedere i difetti degli altri, bisogna fare attenzione a non esagerare, non si deve correggere l'altro spinti dall'ira ma solo quando è necessario. Essere capaci di perdonare è segno di aver superato la collera, l'astio, il rancore. Il ricordo delle offese, è la punta estrema dell'ira, perchè l'ra si nutre di ricordi.
La gola, si vince per arrivare alla temperanza, perchè è una parte integrante della concupiscenza della carne di ogni uomo. Se si vince la gola, si vince la lussuria e solo così si raggiunge la libertà interiore; il digiuno e la mortificazione sono il punto di partenza per risvegliare la vita cristiana. La gola spirituale comprende le frequenti imperfezioni per chi cresce nella vita interiore; la gola spirituale è la ricerca di considerazioni (sensibili e spirituali).
L'invidia nasce dall'orgoglio. La mormorazione, la detrazione, la gelosia sono figlie del vivere sociale. L'invidia nasce dall'egocentrismo, dalla paura di apparire inferiori nel proprio contesto esistenziale. Le persone che sono a rischio, sono quelle che soffrono qualche complesso d'inferiorità. Bisogna stare attenti a non creare invidia negli altri. Invidiare i peccatori è fare un peccato contro lo Spirito Santo. Dall'invidia nasce: l'odio, la discordia, la divisione. L'invidia e la gelosia sono simili.L'invidia è un sentimento negativo e si situa a livello di affetti del cuore, la gelosia è un sentimento positivo se esprime premura verso colui che mi appartiene. In senso negativo, il geloso difende un bene che ha diritto solo lui. Il rimedio è l'emulazione, c'è umiltà.
L'uomo più insensibile verso Dio, che ha un difficile rapporto filiale con Dio soffre di accidia, oppure chiamata pigrizia spirituale. E' necessario riconoscere gli impedimenti , le difficoltà ad adeguarsi alla volontà di Dio. L'accidia genera trascuratezza ai doveri del proprio stato di vita, avversione a tutto ciò che questi doveri richiama. L'accidioso religioso è il consacrato pigro e addormentato nella lode a Dio, insofferente verso i confratelli con cui vive. L'accidioso ha la smania sempre per qualcosa di diverso. L'accidia è un vizio che deprime, nasce da un'attrazione per un piacere egoistico e finisce in un disimpegno per tutto quel che alimenta la vera dimensione umana.
L'accidia porta: tiepidezza in fatto di fede, mediocrità nel vivere, non voglia di lavorare, indolenti verso i propri doveri, disinteresse per tutto e per tutti, oziosi. Le figlie dell'accidia sono: malizia, rancore, piccolezza d'animo (grettezza), disperazione, svogliatezza nell'obbedire, compiacimento nei pensieri disonesti.

giovedì, agosto 15

I 5 verbi dell'animatore cristiano



SEGUIRE
Ascoltare/Obbedire a Dio.
Seguire con il cuore e la mente Gesù; l'unico che rende liberi.







SERVIRE O APPARIRE?
Essere - Sapere - Fare







STARE
Lo stare con Gesù non è un tirocinio a tempo determinato, è l'identità, la vita dei 12... e pure la nostra!






SALIRE
...attraverso il Credo verso Dio per attraversare i quattro portali (accettazione, fiducia, determinazione, consapevolezza) di accesso al gioco della vita.








VEDERE E CONTEMPLARE
...la propria vita ricevuta gratuitamente e da restituire gratuitamente!

Preparazione al Matrimonio...vita a due o a tre?

Itinerario in preparazione al matrimonio cristiano... Preparazione al matrimonio cristiano... Corso in preparazione al matrimonio... Chiamiamolo come vogliamo ma...in cosa consiste? L'intenzione è quella di aiutare a scoprire la grandezza del matrimonio cristiano alle persone che "convinte" vogliono impegnarsi "per sempre" in una vita a due.
Ma anche quella di rivalutare e far riemergere i valori della nostra fede e in particolare il cammino che ci ha condotto ai sacramenti cardine dell'iniziazione cristiana.
Perchè allora tanti matrimoni cristiani (celebrati in chiesa) si disfano?
Sì è "convinti" del "per sempre".......?
Come viene vissuto dai futuri sposi questo cammino? Un peso o una opportunità? Un obbligo o un momento di riscoperta di valori autentici? 
Un momento di riflessione o una perdita di tempo?
Un'occasione di autoanalisi o invece un indurimento del cuore verso valori proposti e non condivisi? Cosa porta i fidanzati alla scelta di sposarsi con il Sacramento del Matrimonio quando molte volte non condividono quello che questa scelta comporta? Capita che sia solo uno dei fidanzati che coscientemente sente l'importanza del giuramento e dell'impagno che ci assume con il matrimonio cristiano. Questo già mette basi fragili per una vita armoniosa, pienamente condivisa e autenticamente trasmessa ai figli. Da parte di qualcuno non manca forse un pò di coerenza?
E noi "coppie guida" fino a che punto sappiamo sprigionare delle analisi costruttive? Molte volte ci sentiamo impreparati e inadeguati, ma crediamo che la cosa più importante sia condividere con loro (i fidanzati) questo percorso valorizzando quei principi in cui anche noi abbiamo creduto e sui quali abbiamo voluto fondare il nostro matrimonio.
Condividere le nostre esperienze e le inevitabili difficoltà che chiunque prima o poi si troverà ad affrontare. Non solo, ma in modo molto egoistico apprendere. Apprendere dal sacerdote, dallo psicologo, dallo specialista ecc... che in modo competente e chiaro ci portano ad ogni "corso" a rimeditare tutte le ricchezze di un dono inestimabile che molte volte può sfuggirci di mano. Alla base c'è che noi, coppia guida ma "senza patente", ci crediamo veramente e speriamo che questo lo si riesca a capire anche solo dal nostro modo di guardarci dopo anni di vita insieme e fatiche insieme. Siamo consapevoli che il Signore scriva dritto sulle righe storte e allora insistiamo chiedendo scusa agli amici fidanzati che abbiamo conosciuto, per la nostra inadeguatezza e dicendo loro con sincerità che gli vogliamo bene. Auguroni. Confidate sempre nel Signore!
Quante domande,...ognuno avrà e darà una sua risposta.
Scuotiamoci dal torpore e dimostriamoci coerenza di vita, di fede, di parole, di atteggiamenti.
Partiamo con entusiasmo nella vita a due...scusate, a tre. Non dimentichiamoci mai Gesù che con lo Spirito Santo guida e fortifica le nostre famiglie, se solo noi lo vogliamo.
La fede ci insegna che senza Dio nulla possiamo e con Lui nulla è impossibile! 
(articolo tratto da "la Piazza", il 29 gennaio 2006; 
scritto da Glauco e Michela Anderbegani)