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GRATUITAMENTE AVETE RICEVUTO, GRATUITAMENTE DATE, (Mt 10,8b). Noi abbiamo solo il presente da vivere e in questo tempo ci giochiamo la nostra vita, la nostra eternità, il nostro destino (E. Olivero)

domenica, novembre 9

Gv 2,13-22



Oggi ricordiamo la cattolicità e l'universalità della Chiesa. La Basilica Lateranense è la chiesa madre di tutto il mondo cattolico, in cui è ricordato che il vero culto è in Gesù; la casa di Dio è Gesù e i mattoni ci aiutano a sentirci famiglia di Dio. Tra i mattoni della chiesa c'è Dio, c'è la sua presenza reale.
In questo vangelo Gesù si arrabbia con i cambiavalute e dice che la casa del Padre è un luogo di preghiera e quindi è sacro. Ma oggi nel 2014 quando possiamo trovare una situazione del genere? in modo plastico è durante i matrimoni: ognuno col suo smartPhone, dove tutti si salutano, parlano e si baciano come se fossero ad un gran galà, pensando che la gentilezza e i convenevoli sia l'amore insegnato da Cristo. E mentre si fa mercato per "sbaglio" inizia la Messa!
Oggi possiamo fare il solito annuncio che si trovano sui giornali. A.A.A...cercasi...Cercasi l'uomo che edifica la sua coscienza, una coscienza ancorata nel mondo, aperta a Dio, allietata e santificata da Cristo.
Gesù c'invita a non fare mercato della fede, Gesù rovescia il nostro tavolo benpensante e ci grida che Dio non si compra perchè è di tutti.
Noi siamo salvi perchè riceviamo, siamo chiamati ad accogliere, la nostra conversione consiste nel prendere cosienza, nell'essereconsapevoli che gratuitamente abbiamo ricevuto e gratuitamente diamo; che la casa di Dio è l'uomo e quindi non possiamo mercateggiare la vita. Non dobbiamo fare mercato del cuore! La casa di Dio è la vita: tempio fragile, bellissimo ed infinito. Oggi nella cultura della morte si dice che ci sono vite che non valgono nulla, che non vale la pena vivere in tal modo, che ci sono vite che "valgono poco", ma dio oggi ci grida che niente comunque vale quanto una vita che "vale poco"; perchè Lui sulla mia pietra ha posto la sua Luce. 
L'Amore di Dio non ha prezzo!
"Il vero problema per noi è rappresentato da un Dio che ha scelto come tempio l'uomo" (Pozzoli). Io sono la casa ultima di Dio, purtroppo a volte la trova ingombra, che non lascia trasparire Dio. Dio è ancora in viaggio, il Misericordioso senza tempio cerca un tempio, il Dio che non ha casa è in cammino e cerca casa. La cerca proprio in me. (p. Ermes Ronchi)

sabato, novembre 1

Santi o morti, o...?

 La notte del 31 ottobre un gioco: travestiti da morti vagavano nelle strade, quasi a voler spaventare i vivi che abitano nelle case Un modo per prendersi gioco della morte? Per esorcizzarla, banalizzarla? O solo per fare un'altra festa? Un gioco questa notte... ora invece la realtà; non una finzione: il confronto con la morte, quella vera, quella dei nostri cari che in questo o in altri cimiteri riposano in attesa Corriamo il rischio che la solennità dei Santi sia mangiata dal ricordo dei morti, come una nube che copre il sole, e ci fa sentire freddo o nebbia che rende tutto triste e incerto il cammino o vento teso che annuncia imminente la cattiva stagione. E invece ... invece la luce della risurrezione continua a brillare la risurrezione di Cristo e del cristiano continua a illuminare il mistero grande della morte come dire questo giorno perché sia compreso e torni alla sua dignità di solennità dei Santi? Come celebrare il giorno dei Santi, con la preghiera al cimitero? Come anche il giorno del "dies irae", quando saremo davanti a lui, avvolti nella sua luce che ci fa conoscere la nostra vera vita? alcune immagini… solo alcune immagini… per indicare un mistero: Giorno della vita e non della morte, dei santi e vittoriosi e non di poveri uomini sconfitti non il tramonto, ma il momento che precede l'alba siamo ancora avvolti nella penombra ... ma sta per sorgere il sole non una bufera di neve che copre tutto, nasconde e rende insidioso il sentiero della vita bensì il bianco dei bucaneve che della neve prendono il posto tra le chiazze che di giorno in giorno spariscono come "il sabato del villaggio" che attende e prepara il dì di festa ma non con la tristezza di chi sa che poi tutto finisce perché con questa festa entriamo nella domenica senza tramonto nel giorno che non muore e ha un nome: Cristo Signore Die Domini, Giorno del Signore non le ultime briciole di un pane duro e raffermo, raccattate nel cesto vuoto ma il profumo che esce dal forno e riempie la casa, e non inganna chi ha fame fame di vita, quel pane che, solo, nutre veramente non il venerdì santo che allunga la sua ombra sui giorni che seguono e li fa scolorire bensì l'alba del giorno di pasqua e noi come le donne che vanno alla tomba quando è ancora buio, e trovano vuota ... la tomba di Cristo, del re vittorioso e presto lo saranno anche le nostre noi camminiamo, e le nostre lampade stanno per spegnersi ma ciò non ci spaventa, non crea ansia perché vediamo che ci viene incontro colui che chiamiamo La Luce perpetua, ... "Lux perpetua leceat eis" Il Sole di giustizia che appare all'orizzonte e presto ci avvolge nel suo giorno Giorno di gioia perché è lui la Vita che sconfigge la morte. E non è il gioco da fare nella notte che precede la grande festa, quasi a banalizzarla, è il senso della vita, il segreto della gioia, la fonte della speranza che nasce davanti alla morte.
 

martedì, ottobre 7

Dove vedo Dio?

Trinità, Lotto

Se egli non fosse venuto in mezzo a noi, che idea si sarebbe potuto fare di Dio l'uomo, se non quella di un idolo, frutto di fantasia?
    Sarebbe rimasto incomprensibile e inaccessibile, invisibile e del tutto inimmaginabile. Invece ha voluto essere compreso, ha voluto essere veduto, ha voluto essere immaginato. Dirai: Dove e quando si rende a noi visibile? Appunto nel presepio, in grembo alla Vergine, mentre predica sulla montagna, mentre passa la notte in preghiera, mentre pende sulla croce e illividisce nella morte, oppure mentre, libero tra i morti, comanda sull'inferno, o anche quando risorge il terzo giorno e mostra agli apostoli le trafitture dei chiodi, quali segni di vittoria, e, finalmente, mentre sale al cielo sotto i loro sguardi.
    Non è forse cosa giusta, pia e santa meditare tutti questi misteri? Quando la mia mente li pensa, vi trova Dio, vi sente colui che in tutto e per tutto è il mio Dio. È dunque vera sapienza fermarsi su di essi in contemplazione. (S. Bernardo, abate)

venerdì, ottobre 3

Il Regno di Dio


(Mt 21,3-43) Il Regno di Dio non è offerto in dono ai vignaioli; prova ne è che viene dato in affitto ai vignaioli. Il Regno di Dio non è offerto in dono, ma il regno di Dio è il donare, è il dono. Dio non si offre in dono, Dio è il dono, è il donare. E i vignaioli pagano un affitto, pagano un prezzo. Non per accogliere il dono si paga un prezzo, ma per entrare nel dono, per avere parte a Colui che è il dono, che è il donarsi, si paga un prezzo. E il prezzo è diventare simili al dono, diventare come il donare. Non solo imparare a donare, non solo fare dei doni, non solo fare della vita un dono, ma essere il dono, essere il donare. Così la nostra essenza, come quella di Dio, ha la consistenza del donarsi, del darsi totalmente. Nella relazione tra me e Dio, non rimane niente di me, perché sono tutto in Dio, e non rimane niente di Dio, perché è tutto in me; ma ognuno rimane se stesso. È un dinamismo, è il darsi. L’essenza del Cristianesimo non è il dono, perché questo finisce e diventa proprietà di qualcun altro; ma è il darsi, in un movimento infinito in cui continuamente e totalmente l’uno si dà all’altro, rimanendo se stesso: è la Trinità. (don Daniele Simonazzi)



sabato, agosto 16

Solennità di Maria Assunta in cielo, Festa dello Stupore

Assunta, Tiziano


Festa dello stupore perchè festa della novità, in cui viene confermato nel presente, oggi le promesse future, perchè la festa del dono.
Con Maria assunta si può decidere se vivere la propria vita conservandola o piena di bollicine come la Coca Cola. Maria ha deciso di conservarla, cioè ha conservato la Parola di Dio, cioè ha trattenuto, portato, trasformato, generato alla vita la Parola di Dio. E come ha fatto? S'è messa in viaggio, un viaggio che non è un fuggire ma un cambiare er cambiarsi, per incontrare Dio nell'uomo, in ogni uomo, per superare le proprie freddezze e superficialità, per poter essere uomini rigenerati e rappacificati. Maria è Fonte di gioia, Beatitudine vivente della fede, e c'insegna a cantare il nostra Magnificat, il nostro "Testamento spirituale". La sua tomba vuota è il segno della vittoria totale del Dio della vita sulla morte; ci dice il nostro futuro, cosa sarà dopo. Le nostre milledomande sull'aldilà vengono annullate, trovano una risposta in questa Solennità, in questo dogma. La nostra dignità non sta nelle rovine della morte, del peccato ma nella gloria della Trinità. Maria assunta in cielo è la certezza che i beni promessi sono stati realizzati, Maria diventa la speranza nel mondo. Maria è l'icona dell'uomo, chiamato ad amare e a realizzarsi nella carità. Questo avviene attraverso la conversione, cioè un cambiamento del modo di pensare, agire, organizzare i rapporti fra gli uomini, con Dio. Il Magnificat è un canto di speranza e di gioia, perchè Dio ha rivelato la sua misericordia all'uomo; s'è inserito nella storia dell'umanità bisognosa d'amore e di perdono.
Maria è icona della vita secondo lo Spirito Santo, è la pace dell'uomo riconciliato con Dio, è contemporaneamente il sì di Dio e dell'uomo.
Maria assunta in cielo è il luogo dell'intimità familiare della Trinità, in cui siamo invitati a cantare la nostra gratitudine alla Grazia di Dio.
Come scrisse don Orione: "O Santa Vergine, noi vogliamo essere i tuoi fiori, fiori di sante virtù".

Assunta, Tiziano