Gratis

Gratis
GRATUITAMENTE AVETE RICEVUTO, GRATUITAMENTE DATE, (Mt 10,8b). Noi abbiamo solo il presente da vivere e in questo tempo ci giochiamo la nostra vita, la nostra eternità, il nostro destino (E. Olivero)

mercoledì, settembre 19

Dio ci cerca per prima


L'uomo credente sa che la rivelazione di Dio precede e fonda la conoscenza che egli può avere di Lui. Così avviene che, non appena l'uomo si mette seriamente in ricerca di dio, scopre che Dio lo aveva già cercato prima, che nel suo amore libero e sempre preveniente già gli si era fatto incontro, chiamandolo all'alleanza con lui.
E' Dio che suscita, come risposta alla sua iniziativa, la ricerca e il desiderio dell'uomo; noi siamo semplicemente chiamati a rispondergli, ad accogliere la sua venuta nelle nostre vite per entrare in dialogo con lui, senza nasconderci. 
E, meraviglia: in questo cammino non siamo soli; prima di essere il "mio Dio" egli è stato il Dio di altri. 
(E. Bianchi, Dio, dove sei?, pp. 9-10)

Rinunciare a tutto per Dio


La prova di Abramo, non voluta da Dio, ma fornitagli dalla storia, perchè è la povera vita umana che può condurre in situazioni di prova, è quella in cui ogni uomo può imbattersi: prima o poi il credente sperimenta che occorre rinunciare a ciò che ha di più caro e su cui ha fondato la propria vita, per offrirlo puntualmente a Dio.
In caso contrario egli entra in una logica idolatrica, in base alla quale ripone la speranza non in Dio, ma nel suo dono, che finisce per diventare un inciampo. Sì, il credente impara con fatica a rinunciare liberamente ad ogni persona, ad ogni relazione, ad ogni cosa, perché nulla gli appartiene: Dio dona tutto, ma tutto a lui appartiene. (E. Binachi, Dio, dove sei?, p.52)

Cristiani credenti

Cristiani credenti, accogliamo nella Chiesa la parola di Dio. Diciamo a noi stessi che questa parola è vera, la comunichiamo ad altri come vera, la difendiamo nel confronto con chi dice che non è vera, che non è parola di Dio. 
Oltre l'adesione intellettuale cerchiamo di capire e di gustare quello che la Parola ci rivela. E questo è un problema non solo di intelligenza: occorre aprire il cuore e fermarsi a considerare la grandezza e la bellezza di quel che Dio ci rivela.
Occorre far silenzio perché rimanendo nella corrente dei discorsi che facciamo e che ascoltiamo non è possibile cogliere la portata di quel che Dio rivolge a noi. Ci vuole il silenzio interiore per meravigliarsi che Dio sia Padre e ci abbia donato il suo Figlio. (P. Parisi, La cattedra dei piccoli e dei poveri, p.17)

La torta dell'amore

INGREDIENTI

4 uova... il cammino fidanzati
300gr di zucchero... il padre spirituale
170 gr di burro... impariamo a pensare insieme
250 gr di farina bianca e di fecola di patate... impariamo a scoprire ed accogliere i limiti dell'altro
Latte... la preghiera
Nutella... affettività e apertura alla vita
1 bustina di lievito... l'Amore di Dio

  1. Prendere una terrina: innanzitutto abbiamo scelto il contenitore del nostro matrimonio; la scelta di sposarci nella Chiesa.
  2. Mettere 4 uova intere: abbiamo intrapreso il cammino del corso fidanzati  in preparazione al matrimonio nel quale abbiamo imparato il significato della promessa che pronunciamo oggi. Ci promettiamo di metterci sempre uno di fronte all'altro per affrontare la nostra vita insieme (PRO-METTERE: mettere davanti). Ci promettiamo di essere fedeli cioè di essere per l'altro la strada sicura su cui poter camminare, un sostegno certo. Ci promettiamo queste cose per sempre, ogni giorno, ogni mattina e in ogni momento della nostra vita.
  3. Aggiungere lo zucchero alle uova e mescolare fino ad ottenere un impasto omogeneo: abbiamo scelto un padre spirituale di coppia che ci guidasse in questo cammino. Lo zucchero dà sapore anche se i granelli tra i denti risultano fastidiosi. Il padre spirituale, pur essendo a volte un pò fastidioso perchè porta alla luce i limiti personali e di coppia per poterli affrontare e superare insieme, dà anche sapore perchè sprona sempre a camminare e rappresenta una presenza certa di sostegno nella preghiera riportandoci sempre all'essenziale e a Dio.
  4. Quando l'impasto risulta omogeneo aggiungere il burro precedentemente fuso sui fornelli e lasciato intiepidire: stiamo imparando a fondere i nostri pensieri, le nostre opinioni, i nostri stili di vita differenti per formare un nuovo modo di pensare e di vivere che rappresenti le fondamenta su cui costruire la nostra famiglia. 
  5. In una ciotola mescolate la farina e la fecola; aggiungetela all'impasto mettendo circa 4 cucchiai alla volta: nel nostro percorso ci scontriamo continuamente con i nostri limiti e con le nostre insicurezze che ci fanno inciampare e rendono il cammino difficile. "Mescolare" a volte diventa faticoso e la tentazione, quando "l'impasto" si fa duro, è sempre quella di mollare.                                                                                    MA
  6. Quando l'impasto diventa faticoso da mescolare versate un pò di latte: la preghiera è la medicina perfetta che ci aiuta a rialzarci e continuare il nostro cammino insieme. Mettere Dio al primo posto e sceglierlo come guida ogni giorno significa per noi avere la certezza di non essere mai soli ed avere una roccia sicura che ci doni sostegno anche nei momenti più difficili che dovremo affrontare.
  7. Aggiungere 3 cucchiai di Nutella: abbiamo scelto di arrivare casti al matrimonio, l'affettività che ci lega è ricca di gesti, segni e doni che ci hanno fatto sempre sentire amati ogni giorno di più. L'espressione di amore più grande è rappresentata dalle fatiche che ognuno di noi ha affrontato per rendere felice l'altro: questa è stata per noi la manifestazione più bella dell'amore che proviamo l'uno per l'altro. Dopo aver vissuto un'esperienza al Piccolo Cottolengo di Tortona, sposandoci nella Chiesa oggi scegliamo un amore aperto alla vita e ci impegniamo di fronte a Dio ad accogliere, rispettare e difendere il dono della vita che viene da Lui.
  8. Mettere una bustina di lievito e infornare a 180° per un'ora circa: oggi ci affidiamo all'Amore di Dio che trasformerà il nostro amore dandogli nuova vita!
ATTENZIONE! Non aprite il forno durante la cottura: il dono della pazienza, saper aspettare i tempi di Dio perchè Egli possa terminare il suo progetto e dare nuova forma alle cose.

CONSIGLIAMO A TUTTI DI PROVARE QUESTA FANTASTICA TORTA...FA BENE AL CORPO E ALLO SPIRITO (di coppia!) - Flavio e Annalisa-

mercoledì, settembre 12

Mc 7,1-8.14-23

Gesù predica la libertà interiore, libertà da ogni prescrizione esterna e non la sostituzione di una prescrizione più stretta con un'altra più ampia. Un processo impuro/puro; profano/sacro, in cui per profano non s'intende antisacro, ma zona impura; un processo di purificazione. Gesù condanna la ricerca di isole di rifugio per sentirsi salvi, fuori pericolo, ma non basta che una persona, luogo, casa siano consacrati a Dio perchè diventino automaticamente sacri e intoccabili.
L'unica santificazione avviene quando l'uomo, liberamente e coscientemente, adotta una condotta conforme alla volontà di Dio.
Sacro o profano, puro o impuro? Tutto può essere sacro o profano nella creazione, ma la sacralità e la purezza vengono al mondo unicamente attraverso il canale del dialogo tra Dio e l'uomo.

Il rischio è di cadere in una purezza rituale oppure nelle nostre buone intenzioni, nei nostri monologhi spirituali. Non basta lavare l'esterno, ma serve lavare/battezzare nel più profondo di noi stessi. Dobbiamo toglierci la maschera che nasconde la nostra freddezza verso Dio, il nostro disinteresse verso gli altri. Gesù non giustifica l'irreligiosità o laa secolarizzazione, ma ci chiede di non perdere mai di vista l'origine e il fine di ogni gesto religioso, perchè tutto viene da Dio.