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GRATUITAMENTE AVETE RICEVUTO, GRATUITAMENTE DATE, (Mt 10,8b). Noi abbiamo solo il presente da vivere e in questo tempo ci giochiamo la nostra vita, la nostra eternità, il nostro destino (E. Olivero)

domenica, giugno 1

Amicizia tra gli uomini e Comunione (amicizia) tra Dio e gli uomini

Ascensione di Cristo, Salvador Dalì


Come in ogni relazione interpersonale, anche nella comunione tra Dio e l’uomo occorre salvaguardare le esigenze che rendono questa relazione salda e autentica. Le condizioni dell’amicizia umana: sincerità, fedeltà, dono di sé sono da coltivare anche nell’amicizia con Dio. La prima esigenza è senz’altro quella di ascoltare e obbedire, perché è Dio che compie il primo passo, che chiama all’amicizia; a questo invito l’uomo risponde accogliendo la chiamata e osservando la parola di Dio. Da questo atteggiamento deriva la seconda esigenza, che consiste nel professare la fede e nell’adorare, perché la comunione comporta la testimonianza della propria fede, anche in pubblico. La terza esigenza consiste nella vita del cristiano che crede e sta nella comunione con Dio, che consiste nel lasciarsi guidare dallo Spirito e nell’imitazione di Cristo. La ricchezza della liturgia di oggi ci invita a superare, laddove esista, la superficialità di una fede generica, legalista, devozionale in un essere superiore, per condividere e vivere in pienezza la comunione con il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo.

Senor del gran poder

mercoledì, aprile 30

Quinto consiglio a un sacerdote

La carità sia l'anima e lo stile della tua vita sacerdotale. Sii buono e gentile con tutti sempre. Ognuno che ti si avvicina, veda in te un prolungamento vivente della "benignitas et humanitas" del nostro Salvatore. Sii "come Lui". Considerati a servizio e a disposizione di tutti: felice unicamente di poter donarti ed essere utile. Metti ognuno al di sopra di te, anche i tuoi "inferiori"; ma non diventare "schiavo" di nessuno. La tua bontà sia virile e disinteressata, imparziale e soprannaturale. Non ti illudere che esista una carità "irregolare" o indipendente dall'autorità. Non mi stancherò mai di ripeterlo: per noi, fuori della Regola, c'è l'abisso. Specialmente nell'apostolato femminile, "nihil sine Episcopo". Sii un "uomo di Dio" ma anche del tuo tempo e del tuo ambiente. In comunione di fede, speranza e carità. (sac. Giuseppe Quadrio)

Testimoni della fede (in paradiso) di Gregorio Marinaro




Quarto consiglio a un sacerdote

Le anime siano l'unica tua passione. Sei sacerdote per loro, non per te stesso. Sii sempre, dovunque, con tutti veramente Sacerdote: non solo all'altare e nel confessionale, ma anche sulla cattedra, in cortile, per strada. Abbi una coscienza vivissima e senza "eclissi" della tua dignità sacerdotale: non un gesto o una parola che non siano perfettamente intonati ad essa. Da un'anima genuinamente sacerdotale ad ogni occupazione, fosse anche la più profana. In te il sacerdote deve assorbire tutto il resto. Se sei assistente, insegnante, consigliere, superiore, fa di tutto perché i giovani ti sentano prima e soprattutto sacerdote, il loro prete, il loro Cristo. Sia tua delizia confessare, specialmente i piccoli e gli adolescenti; i sacerdoti e i religiosi siano i "clienti privilegiati" del tuo confessionale: non farti mai attendere. Incomincia il lunedì a "pensare" alla tua predica della successiva domenica. Le tue prediche siano ricavate dalla meditazione personale, non dai "repertori predicabili". Predica continuamente il Vangelo con la vita, a tu per tu, a tutti.

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Terzo consiglio a un sacerdote


La Confessione regolare e accurata salverà il tuo sacerdozio dalla superficialità, dalle illusioni, dalla tiepidezza e dalla catastrofe. E' lacrimevole constatare quanto noi sacerdoti siamo trascurati e negligenti nel ricorrere a questo Sacramento. Ricordati che nei pericoli immancabili della tua vita sacerdotale, la tua salvezza sarà avere un uomo che sappia tutto di te, che possa guidarti con una mano ferma e sostenerti con cuore paterno. Guai a te, se per tua colpa, in quei momenti, dovessi confessare a te stesso: "Hominem non habeo...!".

Secondo consiglio a un sacerdote

La Liturgia delle Ore è il miglior termometro del tuo fervore sacerdotale. Ordinariamente è il primo ad essere massacrato dal prete tiepido. A costo di sudar sangue, non permettere che il tuo Breviario diventi una catena di distrazioni, di negligenze e di peccati. Amalo come lo scudo della tua castità avendolo ricevuto dalla Chiesa. Non considerarlo una pesante catena, ma l'anello nuziale che ti lega alla Chiesa, tua sposa. Non cominciare mai a recitare il tuo Breviario, senza aver prima pensato a quello che fai e a quello che sei per mezzo della preghiera ufficiale: sei nel cuore della Chiesa, sei la bocca del corpo Mistico! Non accontentarti di "dire" il Breviario: devi "celebrarlo" in persona Christi et Ecclesiae. Conserva a questa celebrazione il tono del dialogo e il senso del dramma: è l'Opus Dei, non una semplice lettura o una filastrocca magica. da ad ogni parola il suo posto e il suo significato. Varia opportunamente le intenzioni alle singole ore. Sii certo che col tuo Breviario puoi cambiare il mondo, più che con le tue dotte conferenze e lezioni. (sac. Giuseppe Quadrio)