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GRATUITAMENTE AVETE RICEVUTO, GRATUITAMENTE DATE, (Mt 10,8b). Noi abbiamo solo il presente da vivere e in questo tempo ci giochiamo la nostra vita, la nostra eternità, il nostro destino (E. Olivero)

venerdì, ottobre 3

Il Regno di Dio


(Mt 21,3-43) Il Regno di Dio non è offerto in dono ai vignaioli; prova ne è che viene dato in affitto ai vignaioli. Il Regno di Dio non è offerto in dono, ma il regno di Dio è il donare, è il dono. Dio non si offre in dono, Dio è il dono, è il donare. E i vignaioli pagano un affitto, pagano un prezzo. Non per accogliere il dono si paga un prezzo, ma per entrare nel dono, per avere parte a Colui che è il dono, che è il donarsi, si paga un prezzo. E il prezzo è diventare simili al dono, diventare come il donare. Non solo imparare a donare, non solo fare dei doni, non solo fare della vita un dono, ma essere il dono, essere il donare. Così la nostra essenza, come quella di Dio, ha la consistenza del donarsi, del darsi totalmente. Nella relazione tra me e Dio, non rimane niente di me, perché sono tutto in Dio, e non rimane niente di Dio, perché è tutto in me; ma ognuno rimane se stesso. È un dinamismo, è il darsi. L’essenza del Cristianesimo non è il dono, perché questo finisce e diventa proprietà di qualcun altro; ma è il darsi, in un movimento infinito in cui continuamente e totalmente l’uno si dà all’altro, rimanendo se stesso: è la Trinità. (don Daniele Simonazzi)



sabato, agosto 16

Solennità di Maria Assunta in cielo, Festa dello Stupore

Assunta, Tiziano


Festa dello stupore perchè festa della novità, in cui viene confermato nel presente, oggi le promesse future, perchè la festa del dono.
Con Maria assunta si può decidere se vivere la propria vita conservandola o piena di bollicine come la Coca Cola. Maria ha deciso di conservarla, cioè ha conservato la Parola di Dio, cioè ha trattenuto, portato, trasformato, generato alla vita la Parola di Dio. E come ha fatto? S'è messa in viaggio, un viaggio che non è un fuggire ma un cambiare er cambiarsi, per incontrare Dio nell'uomo, in ogni uomo, per superare le proprie freddezze e superficialità, per poter essere uomini rigenerati e rappacificati. Maria è Fonte di gioia, Beatitudine vivente della fede, e c'insegna a cantare il nostra Magnificat, il nostro "Testamento spirituale". La sua tomba vuota è il segno della vittoria totale del Dio della vita sulla morte; ci dice il nostro futuro, cosa sarà dopo. Le nostre milledomande sull'aldilà vengono annullate, trovano una risposta in questa Solennità, in questo dogma. La nostra dignità non sta nelle rovine della morte, del peccato ma nella gloria della Trinità. Maria assunta in cielo è la certezza che i beni promessi sono stati realizzati, Maria diventa la speranza nel mondo. Maria è l'icona dell'uomo, chiamato ad amare e a realizzarsi nella carità. Questo avviene attraverso la conversione, cioè un cambiamento del modo di pensare, agire, organizzare i rapporti fra gli uomini, con Dio. Il Magnificat è un canto di speranza e di gioia, perchè Dio ha rivelato la sua misericordia all'uomo; s'è inserito nella storia dell'umanità bisognosa d'amore e di perdono.
Maria è icona della vita secondo lo Spirito Santo, è la pace dell'uomo riconciliato con Dio, è contemporaneamente il sì di Dio e dell'uomo.
Maria assunta in cielo è il luogo dell'intimità familiare della Trinità, in cui siamo invitati a cantare la nostra gratitudine alla Grazia di Dio.
Come scrisse don Orione: "O Santa Vergine, noi vogliamo essere i tuoi fiori, fiori di sante virtù".

Assunta, Tiziano

 

domenica, giugno 1

Amicizia tra gli uomini e Comunione (amicizia) tra Dio e gli uomini

Ascensione di Cristo, Salvador Dalì


Come in ogni relazione interpersonale, anche nella comunione tra Dio e l’uomo occorre salvaguardare le esigenze che rendono questa relazione salda e autentica. Le condizioni dell’amicizia umana: sincerità, fedeltà, dono di sé sono da coltivare anche nell’amicizia con Dio. La prima esigenza è senz’altro quella di ascoltare e obbedire, perché è Dio che compie il primo passo, che chiama all’amicizia; a questo invito l’uomo risponde accogliendo la chiamata e osservando la parola di Dio. Da questo atteggiamento deriva la seconda esigenza, che consiste nel professare la fede e nell’adorare, perché la comunione comporta la testimonianza della propria fede, anche in pubblico. La terza esigenza consiste nella vita del cristiano che crede e sta nella comunione con Dio, che consiste nel lasciarsi guidare dallo Spirito e nell’imitazione di Cristo. La ricchezza della liturgia di oggi ci invita a superare, laddove esista, la superficialità di una fede generica, legalista, devozionale in un essere superiore, per condividere e vivere in pienezza la comunione con il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo.

Senor del gran poder

mercoledì, aprile 30

Quinto consiglio a un sacerdote

La carità sia l'anima e lo stile della tua vita sacerdotale. Sii buono e gentile con tutti sempre. Ognuno che ti si avvicina, veda in te un prolungamento vivente della "benignitas et humanitas" del nostro Salvatore. Sii "come Lui". Considerati a servizio e a disposizione di tutti: felice unicamente di poter donarti ed essere utile. Metti ognuno al di sopra di te, anche i tuoi "inferiori"; ma non diventare "schiavo" di nessuno. La tua bontà sia virile e disinteressata, imparziale e soprannaturale. Non ti illudere che esista una carità "irregolare" o indipendente dall'autorità. Non mi stancherò mai di ripeterlo: per noi, fuori della Regola, c'è l'abisso. Specialmente nell'apostolato femminile, "nihil sine Episcopo". Sii un "uomo di Dio" ma anche del tuo tempo e del tuo ambiente. In comunione di fede, speranza e carità. (sac. Giuseppe Quadrio)

Testimoni della fede (in paradiso) di Gregorio Marinaro




Quarto consiglio a un sacerdote

Le anime siano l'unica tua passione. Sei sacerdote per loro, non per te stesso. Sii sempre, dovunque, con tutti veramente Sacerdote: non solo all'altare e nel confessionale, ma anche sulla cattedra, in cortile, per strada. Abbi una coscienza vivissima e senza "eclissi" della tua dignità sacerdotale: non un gesto o una parola che non siano perfettamente intonati ad essa. Da un'anima genuinamente sacerdotale ad ogni occupazione, fosse anche la più profana. In te il sacerdote deve assorbire tutto il resto. Se sei assistente, insegnante, consigliere, superiore, fa di tutto perché i giovani ti sentano prima e soprattutto sacerdote, il loro prete, il loro Cristo. Sia tua delizia confessare, specialmente i piccoli e gli adolescenti; i sacerdoti e i religiosi siano i "clienti privilegiati" del tuo confessionale: non farti mai attendere. Incomincia il lunedì a "pensare" alla tua predica della successiva domenica. Le tue prediche siano ricavate dalla meditazione personale, non dai "repertori predicabili". Predica continuamente il Vangelo con la vita, a tu per tu, a tutti.

jan-e-sarah-saudek-allegorie-dell-umanita