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GRATUITAMENTE AVETE RICEVUTO, GRATUITAMENTE DATE, (Mt 10,8b). Noi abbiamo solo il presente da vivere e in questo tempo ci giochiamo la nostra vita, la nostra eternità, il nostro destino (E. Olivero)

martedì, novembre 18

La Bibbia del XXI° secolo



Chi ha notato la particolarità di questo cruciverba?
Ha uno stile foscoliano. Sono tutti sentimenti negativi, oggi vanno per la maggiore, oggi si esaspera tutti ed esasperiamo tutto, tutto è rabbia! Ma andiamo per ordine.

La rabbia mi fa chiudere in me stesso e mi rende Vodafone!
La rabbia mi fa vedere l’altro come un ostacolo alla propria libertà del “secondo me…è così!”
Vivere la vita come una pretesa!
L’altro è colui che mi castra nella mia personalità e dimentico che l’altro è un’opportunità, un dono.
Quindi …la rabbia è una passione inutile?
A volte ci pesa: perché facciamo brutta figura, si perde il controllo e si desidera di cancellare tutto, si desidera di cadere nell’angelismo.
Tutto si ferma ad un fatto morale!
La rabbia è una forza da incanalare verso la sua compagna di viaggio: SPERANZA.
(san Tommaso): perché mi aiuta a superare un ostacolo. Quindi vivo un movimento valutativo speculativo per migliorare la mia situazione (fattore speranza).
L’aggressività e la speranza se non sono uniti non abbiamo nessun progetto di vita, anzi siamo in uno stato vegetativo perché ci convinciamo (vedendo “oggettivamente” i fatti) che tanto non cambia nulla.
 
Se la rabbia è nascosta o congelata diventa un veleno per la mia persona e le mie relazioni. Ma perché ci arrabbiamo? Desideri e bisogni frustrati!
Che fare? Alleata e Maestra.
Sperare in qualcosa è prendere le distanze dal passato per volgersi al futuro (capacità di prendere le distanze da ciò che è capitato sulla mia pelle) e discernere le esigenze concrete della vita.
L’uomo che spera non perde la coscienza di sé e il senso della realtà; per poter sperare entrano in gioco i valori in cui uno crede; tutto questo mi aiuta a dare un senso alle emozioni che provo.
Non basta sapere cosa viviamo ma devo riconoscere verso che cosa ci muoviamo (capacità d’indirizzare il vissuto personale).
CONVERSIONE
Conversione degli affetti (è fattibile!) ma questo non vuol dire cambiare la personalità e il temperamento della persona.
La conversione affettiva mi porta ad essere maturo nelle relazioni, cioè non si trasformano in un esercizio di potere, in un ricatto affettivo. 

RELAZIONI SANE = MATURITA’ E SALUTE SPIRITUALE E PSICOLOGICA
Aiuto alla conversione affettiva!
Capace di:
PRUDENZA, VIGILANZA, RINUNCIA,
APERTURA, RISPETTO, FIDUCIA,
 ACCOGLIENZA, COMUNICATIVO, ONESTO, TRASPARENTE

e tutto mi porta ad una sana e matura relazione con DIO.

4 GRADINI
 
PRIMO PASSO: rifiuto della autocommiserazione (significa anche non continuare a guardare indietro, alle ingiustizie e alle ferite del passato, per piangersi addosso; per quanto sia un atteggiamento spontaneo e comprensibile, esso presenta tuttavia un costo altissimo perché assorbe la maggior parte delle energie psichiche, lasciando la persona prigioniera del proprio rancore, avvelenandosi).

SECONDO PASSO: trasformo il negativo in un’occasione!

TERZO PASSO: STOP al confronto con il desiderio di protestare su tutto e tutti, di predicare, di proclamare un’ingiuria, di regolare un conto in sospeso (la vendetta è piatto che si serve freddo), di rendere il mondo testimone di qualche difficoltà o patimento (che IO vivo). [Tutto questo è stato, per Virginia Woolf, il segreto di vita Shakespeare]

QUARTO PASSO: gratitudine. Lo scopo della vita cristiana non è semplicemente di “stare bene” (basta la salute! Sempre plausibile!), rischia di essere  una forma di egoismo. Le nostre risorse siano pienamente implicate in una relazione di cooperazione (altri - Dio).

Perché il cristiano non è chiamato a fare ciò che ritiene giusto ma a dipendere da Qualcuno che ti libera mostrando la verità di ciò che sei per diventare non un uomo di rabbia ma luogo di speranza per l’altro.

Perché Gesù, Amore Crocifisso Rifiutato, ha aperto la strada per Gerusalemme, per la vita piena, la pienezza di vita. 

Sì, la fede è virtù basilare, è sostanziale fondamento, sul quale si basa la speranza della beatitudine, che è piena di immortalità…via dunque ogni nube, ogni fantasia, ogni pensiero che non porta pace allo spirito, ma inquietudine e turbamento: quelle idee; quei pensieri non sono da Dio, ma del nemico di ogni pace e di ogni bene. Stiamo tranquilli, sereni e riposiamo dunque fidenti nella mano del Signore. (da lettera alla contessa Gallarati Scotti del 12-III-1940)