Gratis

Gratis
GRATUITAMENTE AVETE RICEVUTO, GRATUITAMENTE DATE, (Mt 10,8b). Noi abbiamo solo il presente da vivere e in questo tempo ci giochiamo la nostra vita, la nostra eternità, il nostro destino (E. Olivero)

giovedì, novembre 3

Vita parrocchiale

Che cosa s'intende, quando si parla di "parrocchia" o di "vita parrocchiale"? Più facilmente s'intendono le strutture fisiche: chiesa, canonica, oratorio...; e le relative attività catechistiche, caritative, ricreative, culturali. Vita parrocchiale è anche quella che si svolge nelle famiglie, nei luoghi di lavoro, nella scuola, nelle relazioni di buon vicinato, affinchè la vita cristiana non sia solo un convergere verso la comunità, ma la parrocchia si dilati verso gli spazi della vita quotidiana, soprattutto verso la famiglia. Per lo stretto legame che intercorre tra Eucaristia e vita, è impensabile che la cura della celebrazione da parte di tutti possa tradursi, fuori dal tempio, nella stessa vita ecclesiale e civile, in un nulla di fatto. Giusto, perchè senza legami con la vita il Sacramento muore nel suo rito.
Corriamo il rischio, anche quando abbiamo una assidua pratica religiosa, che essa rimanga rigorosamente circoscritta entro spazi e tempi sacri, escludendo il nostro essere cristiani dai momenti quotidiani del vivere nella famiglia, nel lavoro e professione, nella stessa vita sociale e civile. L'uomo ha necessità di pane, di lavoro, di casa, ma l'uomo è di più del suo bisogno. L'Eucaristia non è fatta per "anestetizzare" il cammino della nostra vita. L'uomo è desiderio di vita piena, di relazioni buone e promettenti, di verità, di bellezza e di amicizia.
Quindi si tratta di costruire tutta una trama di rapporti di prossimità, di vicinato, di ospitalità da parte di una comunità che prende sul serio l'annuncio del Vangelo a tutti e l'amore del prossimo come una possibilità da vivere anzitutto con chi sta vicino: anche al parrocchiano che non sa di esserlo, ma che la parrocchia non può ignorare. Non è sufficiente come parrocchia e oratorio avere le "porte aperte".
La verità della fede chiede di essere da capo annunciata, a cui provvederebbe appunto la testimonianza, da realizzare, assai più che attraverso parole ed esortazioni, attraverso la qualità dell'agire credente.
Quello che manca oggi o è più debole è la visibilità di una vita quotidiana credente, che è altro rispetto al modo corrente con cui si esprime la cultura contemporanea nel vivere affetti, tempo, fragilità, tradizione, cittadinanza.. Lo stile nuovo di noi credenti deve trasparire in tutta la sua bellezza e piena umanità.
(Adriano Caprioli, Presidente Comitato Congresso Eucaristico Nazionale)

Nessun commento:

Posta un commento